5 ottobre 2017

Incontro con l’autrice: ecco cosa faccio

Tra le attività che svolgo e di cui ti ho parlato nella pagina cosa faccio c’è quella di incontrare i miei giovani lettori nelle scuole.

Spesso, quando mi contattano, gli insegnanti mi chiedono in che cosa consista esattamente un incontro con l’autrice e come sia strutturato. Ho pensato così di spiegarlo anche qui, in modo che tu possa farti un’idea e ritornare a leggere questo articolo ogni volta che ne avrai necessità.

Nel corso degli anni (fai conto che “Nina e la capanna del cuore” è stato pubblicato nel 2009 ed è da allora che conduco incontri) ho pensato, modificato, aggiunto e tolto diverse variazioni al mio modo di gestire gli incontri con i bambini. Anche quello che sto scrivendo ora è una linea di massima, un canovaccio che tendo a seguire ultimamente, nello specifico da febbraio di quest’anno, quando ho scelto di usare un filo conduttore, una sorta di slogan, da sviluppare durante l’incontro (Di questo filo rosso parlerò, però, in un articolo specifico prossimamente).

Devi tenere presente prima di tutto che, in un incontro, molto dipende dall’età di chi partecipa. Ho provato a condurre incontri con bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia (ho scoperto con grande piacere che il mio libro di Tobia si presta in modo molto creativo!) fino a ragazzi dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado, per i quali ho preparato un approfondimento sul tema del bullismo. Per questo motivo, quello che riporto qui, è un insieme di indicazioni generali, specificando che – in sede di accordo con gli insegnanti – cerco sempre di personalizzare l’incontro in base, oltre che all’età,

– a quale dei miei libri i bambini hanno scelto e desiderano approfondire

– agli argomenti studiati

– alla presenza di eventuali progetti a cui il mio incontro vuole dare un contributo

– alle esigenze specifiche che gli insegnanti mi fanno presente

– alle risorse, in termini di tempo e di strumenti, che la scuola possiede.

Incontro con alunni di scuola primaria a Pieve a Elici (LU). Foto gentilmente concessa da L. Lucchesi del Centro Didattico Checchi di Massarosa (LU).

Posso dirti che, solitamente, ogni incontro ha la durata di circa un’ora e mezza e consiste in tre momenti:

1.      Fase iniziale. Dopo essermi presentata, chiedo ai bambini che cosa si aspettano dal nostro incontro. In genere questo li spiazza un po’ perché a volte non si rendono conto subito di nutrire delle aspettative nei confronti di questa esperienza legata ai libri! Spiego in che cosa consisterà l’incontro e cosa potrebbero aspettarsi. Chiedo loro se sono d’accordo e se hanno voglia di partecipare! Di solito trovo risposte entusiaste e molta attenzione (il fatto che diventino consapevoli di voler partecipare all’incontro li aiuta a mantenere l’attenzione e a dosarla per tutta la durata, considerando anche che spesso i gruppi sono numerosi e le possibilità di distrazione possono aumentare).

Presento loro, sulla lim o con il videoproiettore, una serie di immagini che aiutano me e loro a dare una linea anche visiva al nostro incontro. Per questo anno scolastico ho preparato una presentazione intitolata “Le storie secondo me” in cui – dal pressoché infinito mondo di ciò che si può dire di una storia – prendo alcuni elementi che accomunano le storie. Te ne dico una, come esempio? … Parlo anche di Emozioni!

2.      Intervallo la narrazione visiva con la lettura interpretata di brani dei miei libri. A volte, la scelta di questi è concordata con gli insegnanti (se i bambini hanno magari approfondito una parte rispetto ad un’altra o sono rimasti colpiti da alcuni passaggi), a volte è scelta da me. Do la precedenza al libro che i bambini hanno letto oppure a volte, quando gli insegnanti non esprimono preferenze o il gruppo è molto eterogeneo, leggo alcuni brani salienti di tutti i miei libri. In particolare, se il libro esaminato è Nina, è a questo punto che introduco una variante ludica sul libro: un’animazione che serve per avere maggiore attenzione sul libro, che diverte i bambini e che li coinvolge creando un’attesa.

3.      Arriva poi il momento – ho notato – molto gradito delle domande e dell’ascolto delle opinioni. E’ una fase questa molto interessante, sia per me, sia per i miei giovani lettori. Io ascolto sempre volentieri quello che mi chiedono perché, anche se ci sono domande più ricorrenti di altre (penso che ce ne siano un paio che mi hanno sempre fatto in tutti gli incontri che ho condotto!), ce ne sono sempre di curiose, di diverse e di divertenti. Questo momento, a cui voglio riservare uno spazio significativo, è un momento di arricchimento reciproco per tutti noi che partecipiamo: dei bambini, degli insegnanti, mio. Emergono molto spesso pensieri profondi e sentimenti personali, opinioni coraggiose e idee creative. Bellissimo!

Al termine dell’intervista da parte dei bambini arriva quindi il momento del saluto e del commiato. Mi piace terminarlo con un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato e che mi hanno accolto. Penso che l’essere accolti e ascoltati non sia una cosa scontata, quindi vivo sempre questo momento come un dono, di cui mi sento grata. Non a caso tutto questo è un incontro!

Incontro con alunni di scuola primaria a Villaverla (VI).

Usi i social? Mi sento di informarti che, se vuoi dare un’occhiata ai miei preparativi per gli incontri, puoi seguire gli hashtag #preparativipergliincontri oppure #incontriconlautrice su Instagram. Potrai vedere i dietro alle quinte, i work in progress e tanto altro che  ruota attorno alla preparazione di quello che presento. Per esempio, lo sai che – in vista degli incontri – mi metto alla macchina per cucire??? A volte penso che preparare un incontro sia come organizzare una bella cena: dalla scelta del menù alla spesa fino all’ultimo momento di saluto degli ospiti ci sono tantissime cose a cui pensare per garantire la buona riuscita dell’evento, ma solo chi organizza conosce tutto il lavoro prima!

Con quello che ho scritto fino a qui, ti ho dato le informazioni “necessarie e sufficienti” sull’incontro con l’autrice. Molto altro c’è ancora da dire … e lo farò, un passo alla volta, sul blog. Se sei interessata, tieni d’occhio gli articoli di ottobre 2017: raccontano altri aspetti ancora di questa articolata realtà! Intanto, ti chiedo – per cortesia – di condividere questo articolo con le insegnanti alle quali pensi possa interessare. Grazie per il tuo aiuto.

 

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