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	<title>Sul comodino Archivi - Michela Albertini</title>
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		<title>La biblioteca dei sussurri</title>
		<link>https://michelaalbertini.it/2022/06/23/la-biblioteca-dei-sussurri-di-d-icardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michela Albertini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2022 08:41:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sul comodino]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="300" height="456" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/06/la-biblioteca-dei-sussurri.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/06/la-biblioteca-dei-sussurri.jpg 300w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/06/la-biblioteca-dei-sussurri-230x350.jpg 230w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/06/la-biblioteca-dei-sussurri-240x365.jpg 240w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>Ben arrivata o bentornata qui, cara amica lettrice. Oggi ti racconto di una storia che parla dell&#8217;amore e della forza dei libri, che può essere scoperta o alimentata a qualsiasi età. A me piacciono sempre molto i libri che parlano di libri. Hai già letto, ad esempio, l&#8217;articolo del blog sui libri &#8220;pericolosi&#8221;? Il romanzo &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="300" height="456" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/06/la-biblioteca-dei-sussurri.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/06/la-biblioteca-dei-sussurri.jpg 300w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/06/la-biblioteca-dei-sussurri-230x350.jpg 230w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2022/06/la-biblioteca-dei-sussurri-240x365.jpg 240w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p>Ben arrivata o bentornata qui, cara amica lettrice.</p>
<p>Oggi ti racconto di una storia che parla dell&#8217;amore e della forza dei libri, che può essere scoperta o alimentata a qualsiasi età. A me piacciono sempre molto <em>i libri che parlano di libri</em>. Hai già letto, ad esempio, l&#8217;articolo del blog <a href="https://michelaalbertini.it/2021/10/07/perche-non-leggere/" target="_blank" rel="noopener">sui libri &#8220;pericolosi&#8221;?</a></p>
<p>Il romanzo di cui ti parlo qui mi è stato gentilmente omaggiato dalla casa editrice <a href="https://fazieditore.it/" target="_blank" rel="noopener">Fazi Editore,</a> che ringrazio per il gradito invio.</p>
<p>Parliamo di&#8230;</p>
<p><em><strong>LA BIBLIOTECA DEI SUSSURRI</strong> </em>di Desy Icardi, edita da Fazi Editore, Roma, 2021, pp.359</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA TRAMA DEL LIBRO</h2>
<p>La piccola Dora vive da sempre nella casa sull’omonimo fiume nella città di Torino. La sua chiassosa e stravagante famiglia è composta, oltre ai due genitori, dalla zia Maddalena molto malata, dal cugino Fulvio, dallo zio Bruno – uomo affascinante e sempre in viaggio per lavoro &#8211; e dalla prozia Dorina.</p>
<p>È con lei che la bambina ha un legame d’affetto molto speciale e condivide una spiccata sensibilità. Così come la zia Dorina, infatti, possiede la capacità di saper ascoltare e liberare le «case lamentose» dalle questioni del passato rimaste irrisolte (ed è per questo che è soprannominata “Dorina degli Spifferi”), allo stesso modo Dora dimostrerà di sentire i «sussurri» dei lettori passati in biblioteca, percependo entità &#8220;altre&#8221; e aspettative di felicità future.</p>
<blockquote>
<p>Tornai alle peripezie dei fidanzatini di porcellana, ma dopo un paio di pagine sentii nuovamente sussurrare alle mie spalle. Questa volta non feci in tempo a voltarmi che al primo sussurro se ne aggiunse un secondo, poi un terzo e un quarto, in un crescendo di echi e riverberi.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>È la <strong>biblioteca</strong> il luogo che ben presto diventa familiare a Dora e a suo cugino.</p>
<p>Quando la famiglia di Dora è colpita da un lutto tanto tragico quanto inaspettato, la casa in cui abita – di solito animata da moltitudini di rumori – diventa improvvisamente triste e silenziosa.</p>
<p>Per ritrovare serenità e allontanarsi dall’atmosfera cupa in cui tutto è precipitato, Dora farà esperienza – proprio in biblioteca – di una forma nuova di <strong>silenzio</strong>: non quello della malinconia e del dolore inespresso, ma quello che accompagna il raccoglimento e la lettura personale.</p>
<blockquote>
<p>In biblioteca, invece, il silenzio era amichevole, ricco e corposo: facevo silenzio per rispetto degli altri lettori, e il silenzio che ne ricevevo in cambio era il rispetto che loro portavano a me.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>In biblioteca, Dora e suo cugino conosceranno l’avvocato Edmondo Ferro, un anziano quasi centenario che accompagnerà Fulvio alla riflessione sul suo impegno sociale (sono gli anni Settanta delle manifestazioni per i diritti degli operai) e Dora alla scoperta del mondo dei libri.</p>
<p>A Dora l’avvocato Ferro suggerirà alcuni classici della letteratura che avrà avuto cura di suddividere per liste in base «ai diversi stati emotivi che si attraversano durante la crescita» e di trascrivere in buste datate che lei possa aprire al momento adatto.</p>
<p>Alla prima «lista delle chiacchierone (composta «da storie con protagoniste femminili giovani e con tante cose da dire») seguiranno poi la «lista delle curiose», «la lista dei nuovi mondi», la lista «delle letture natalizie», quella «dei viaggiatori dispersi», «dei fuori posto», la «lista degli innamorati» e, infine, la «lista dell’attesa».</p>
<blockquote>
<p>«Per riempire quel silenzio che tanto temi», mi disse quando mi consegnò l&#8217;elenco, «non c&#8217;è nulla di meglio del fresco e allegro ciarlare di una tua pari, ovvero una bambina curiosa e intelligente come te!».</p>
<p>Oltre a <em>Anna dei tetti verdi</em> e <em>Heidi</em>, che avevo già avuto modo di leggere in sua compagnia, l&#8217;avvocato mi aveva raccomandato <em>Pollyanna</em> di Eleanor Hodgman Porter, <em>Pippi Calzelunghe</em> di Astrid Lindgren e <em>Alice nel paese delle meraviglie</em> di Lewis Caroll.</p>
</blockquote>
<p>(E, per inciso, se pensi che la letteratura per ragazzi non sia adatta agli adulti, ti consiglio di leggere <a href="https://michelaalbertini.it/2021/09/15/lettura-pamphlet-rundell-libri-ragazzi/" target="_blank" rel="noopener">questo libro</a>)</p>
<p>Le letture accompagneranno e aiuteranno Dora nella sua crescita, nella capacità di affrontare gli inevitabili <strong>distacchi</strong> e i <strong>cambiamenti</strong> che il tempo comporterà; le permetteranno di <strong>leggere la propria storia</strong> e quella della propria famiglia – con i <strong>silenzi</strong> dei <strong>segreti</strong> che custodisce – con uno <strong>sguardo nuovo</strong> e più consapevole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>PERCHÉ LEGGERE &#8220;LA BIBLIOTECA DEI SUSSURRI&#8221;</h2>
<p>Il romanzo di Desy Icardi è un romanzo di formazione piacevolissimo sull’<strong>amore per i libri</strong> e sui <strong>bisogni evolutivi</strong> che essi permettono di leggere attraverso le storie del passato.</p>
<p>I personaggi della storia sono molto ben caratterizzati e leggendo il romanzo si ha la sensazione di poterli vedere, ognuno con caratteristiche e fragilità proprie.</p>
<p>Tra loro emergono le figure dell’avvocato Ferro e della zia Dorina: pacato, riflessivo, generoso lui, irrequieta, vivace e diretta lei. Entrambi accompagnano nel proprio modo personale – ora più vicino e fisico, poi da lontano e con una presenza che continua con lettere per lui e con telefonate per lei – la crescita dell’amata Dora.</p>
<p>Nel romanzo ci sono intrecci di <strong>temi importanti</strong> – come la crescita, la malattia, la morte, il rapporto col passato, lo scorrere del tempo, l’impegno sociale, le relazioni familiari, la casa come luogo degli affetti,… – che non mancheranno di suscitare emozioni e riflessioni.</p>
<p>Una storia, quella di Dora e dei personaggi che lei racconta in prima persona, che si legge con la sete di voler saperne di più e che rimarrà a fare compagnia al lettore per parecchio tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Conoscevi questo libro?</p>
<p>Ti ricordo che per altri consigli di lettura, puoi iscriverti alla mia <a href="https://landing.mailerlite.com/webforms/landing/l4f8n5" target="_blank" rel="noopener">newsletter mensile &#8220;Tempo di&#8230;&#8221;</a>: ti aspetto!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em>Michela</em></h3>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché dovresti leggere libri per ragazzi anche se sei vecchio e saggio</title>
		<link>https://michelaalbertini.it/2021/09/15/lettura-pamphlet-rundell-libri-ragazzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michela Albertini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 07:03:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sul comodino]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="285" height="397" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/09/SaggioRundell.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/09/SaggioRundell.png 285w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/09/SaggioRundell-230x320.png 230w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/09/SaggioRundell-240x334.png 240w" sizes="(max-width: 285px) 100vw, 285px" /></div>Ciao cara amica lettrice e benvenuta a questo primo articolo di consigli di lettura dopo tanto, tantissimo tempo. La pubblicazione che suggerisco oggi è Perché dovresti leggere libri per ragazzi anche se sei vecchio e saggio di Katherine Rundell, edito da Rizzoli all&#8217;inizio del 2020. Il libro è un piccolo pamphlet che merita la lettura &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="285" height="397" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/09/SaggioRundell.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/09/SaggioRundell.png 285w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/09/SaggioRundell-230x320.png 230w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/09/SaggioRundell-240x334.png 240w" sizes="(max-width: 285px) 100vw, 285px" /></div><p>Ciao cara amica lettrice e benvenuta a questo primo articolo di consigli di lettura dopo tanto, tantissimo tempo.</p>
<p>La pubblicazione che suggerisco oggi è <a href="https://rizzoli.rizzolilibri.it/libri/perche-dovresti-leggere-libri-per-ragazzi-anche-se/" target="_blank" rel="noopener">Perché dovresti leggere libri per ragazzi anche se sei vecchio e saggio</a> di Katherine Rundell, edito da Rizzoli all&#8217;inizio del 2020.</p>
<p>Il libro è un piccolo pamphlet che merita la lettura per una serie di motivi: io ti scrivo quelli che ho trovato interessanti per me e la mia professione, sicura che se/quando lo leggerai potrai trovarne altri o approfondire le suggestioni date in questo articolo.</p>
<p>Ciò che ho segnato io nella lettura, tra i vari altri punti che meriterebbero di essere approfonditi, sono quelli che seguono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La letteratura per l&#8217;infanzia non è&#8230;<em> infantile</em></h3>
<p>L&#8217;autrice, facendo una serie di interessante riferimenti alla storia della letteratura moderna e contemporanea, descrive come la letteratura per ragazzi sia (stata) spesso considerata una letteratura di secondo piano, &#8220;minore&#8221;, rispetto a quella per adulti, dato che erroneamente spesso, nella percezione comune, si è sovrapposta la definizione di letteratura per l&#8217;infanzia al termine <em>infantile</em> e le accezioni negative che porta con sé quando riferito a qualcosa per adulti.</p>
<blockquote>
<p>La letteratura per ragazzi ha l&#8217;infanzia al suo cuore, che non è la stessa cosa. La letteratura per ragazzi non è scritta dai ragazzi: sta lì, accanto a loro, ma non è la loro.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Leggiamo in un&#8217;unica direzione</h3>
<p>&#8230;quella lineare, in cui c&#8217;è un prima (la letteratura per ragazzi) e un dopo (la letteratura per adulti).</p>
<p>Tornare &#8220;indietro&#8221; non è ammesso: sarebbe come ammettere di non voler crescere.</p>
<blockquote>
<p>(&#8230;) perché leggere anche nell&#8217;altro senso sarebbe come regredire, ritirarci: tornare indietro. (&#8230;) e da quel momento approdi alla letteratura per adulti, dove resti, trionfante, senza mai guardarti indietro, perché guardarti indietro sarebbe come perdere tutto il vantaggio ottenuto.</p>
</blockquote>
<p>Ma&#8230;</p>
<blockquote>
<p>il cuore umano non è un viaggio in treno</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Chi scrive per ragazzi?</h3>
<p>Come autrice, sono di parte e ne sono consapevole. Non solo, mi riconosco in questo ruolo: chi scrive per ragazzi, lo fa con lo stesso impegno, la stessa cura, la stessa attenzione che metterebbe nello scrivere per adulti, sapendo qual è la propria responsabilità nei confronti di una mente in crescita e che ha bisogno di sano nutrimento (Qui sono io che scrivo e mi ritrovo nella citazione sotto)</p>
<blockquote>
<p>Chi scrive per ragazzi cerca di armarli con tutta la verità possibile per la vita che verrà. E, forse, segretamente, di armare anche gli adulti contro quei necessari compromessi e quelle sofferenze che la vita porta con sé: per ricordare loro che ci sono, e ci saranno sempre, alcune grandi e fondamentali verità alle quali possiamo tornare.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Immaginare e sperare</h3>
<p>Sono le due facoltà strettamente connesse alla letteratura per ragazzi. La prima</p>
<blockquote>
<p>è al cuore di tutto, è ciò che ci permette di conoscere il mondo mettendoci nei panni degli altri; è la condizione che precede l&#8217;amore stesso.</p>
</blockquote>
<p>Della seconda continuano a parlare i romanzi per ragazzi, che non cedono alle paure, allo sconforto, all&#8217;omologazione comoda,&#8230;</p>
<blockquote>
<p>Dicono: guarda, ecco che cos&#8217;è il coraggio. Ecco che cos&#8217;è la generosità. (&#8230;) I romanzi per ragazzi dicono: il mondo è grande. Dicono: la speranza serve a qualcosa. Dicono: il coraggio conta, lo spirito conta, l&#8217;empatia conta, l&#8217;amore conta. Può essere vero o meno. Io non lo so: ma spero che sia vero. E credo che sia urgente e necessario sentirlo dire e dirlo.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per concludere</h3>
<p>Sono convinta che ci siano molti motivi per cui si può decidere di leggere per ragazzi: dalla professione, alla curiosità, al passatempo, alla ricerca, al piacere,&#8230; Si potrà sempre scoprire una motivazione personale che spinge a prendere in mano un volume per ragazzi rispetto a uno per adulti, tuttavia se non appartieni (ancora) al gruppo di chi fa questa scelta o conosci qualcuno in tale situazione, puoi sempre invitarlo a fare come propone l&#8217;autrice al termine del libro:</p>
<blockquote>
<p>Diffidate dunque di chi vi dice di essere seri, di calcolare i profitti della vostra fantasia; di chi pone limiti alla gioia in nome della proprietà. Fatevi beffe dell&#8217;imbarazzo. Ignorate chi vi parlerà di sciocca fuga dalla realtà: non è fuggire, è trovare. I libri per ragazzi non sono un posto in cui nasconderci, sono un posto in cui cercare.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se ti piace conoscere letture a tema, ti invito ad iscriverti a <strong><em>&#8220;Tempo di&#8221;</em>, la mia newsletter mensile</strong>: vi troverai un suggerimento di lettura (o più) inerente il <em>tema del mese</em>.</p>
<p>Ti aspetto! Grazie</p>
<p><strong><em>Michela</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cimpa &#8211; la parola misteriosa</title>
		<link>https://michelaalbertini.it/2020/01/31/recensione-cimpa-parola-misteriosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michela Albertini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 06:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sul comodino]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="451" height="600" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-451x600.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-451x600.jpg 451w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-737x980.jpg 737w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-1203x1600.jpg 1203w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-768x1021.jpg 768w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-1155x1536.jpg 1155w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-560x745.jpg 560w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-230x306.jpg 230w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-376x500.jpg 376w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-240x319.jpg 240w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-e1579263994319.jpg 263w" sizes="(max-width: 451px) 100vw, 451px" /></div>Benvenuta alla prima recensione del 2020! In questa sezione del sito trovi suggerimenti di letture e i motivi per cui ne scrivo: prenditi tutto il tempo che occorre per navigarla. Buona permanenza! Oggi, nello specifico, trattiamo dell&#8217;albo illustrato*: Cimpa &#8211; La parola misteriosa dell&#8217;autrice e illustratrice Catarina Sobral, La Nuova Frontiera Junior, Roma, 2014. Pagine 40 &#8211; &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="451" height="600" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-451x600.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-451x600.jpg 451w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-737x980.jpg 737w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-1203x1600.jpg 1203w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-768x1021.jpg 768w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-1155x1536.jpg 1155w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-560x745.jpg 560w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-230x306.jpg 230w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-376x500.jpg 376w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-240x319.jpg 240w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-e1579263994319.jpg 263w" sizes="(max-width: 451px) 100vw, 451px" /></div><p>Benvenuta alla prima recensione del 2020!</p>
<p>In questa <a href="https://michelaalbertini.it/category/sul-comodino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sezione del sito</a> trovi suggerimenti di letture e i motivi per cui ne scrivo: prenditi tutto il tempo che occorre per navigarla. Buona permanenza!</p>
<p>Oggi, nello specifico, trattiamo dell&#8217;albo illustrato*: <a href="https://www.lanuovafrontiera.it/prodotto/cimpa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cimpa &#8211; La parola misteriosa</a> dell&#8217;autrice e illustratrice <a href="http://catarinasobral.com/books/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Catarina Sobral</a>, La Nuova Frontiera Junior, Roma, 2014.</p>
<p>Pagine 40 &#8211; Formato 24 x 32 &#8211; Edizione in lingua originale: portoghese (2012).</p>
<p>Hai visto il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=zBheBDxVExs&amp;list=PL99aN4ZaYLeE9LULWlX-qk2n_RbRtFZ_8" target="_blank" rel="noopener noreferrer">book trailer?</a></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-820" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/Cimpa-e1579263994319.jpg" alt="" width="263" height="350" /></p>
<h4>Cosa succede? &#8211; <em>ovvero la TRAMA</em></h4>
<p>Un giorno, uno studioso trovò in un vecchio dizionario una parola che non era più stata usata da parecchio tempo: <strong><em>Cimpa</em></strong>. Nessuno era in grado di dire che cosa significasse, né a quale categoria grammaticale appartenesse. Gli esperti erano in disaccordo gli uni con gli altri: c&#8217;era chi supponeva si trattasse di un verbo, chi di un nome, o forse era un aggettivo?</p>
<p>La categoria grammaticale cui presumibilmente poteva appartenere sembrava destinata a cambiare di continuo nel caos e nell&#8217;incertezza generale perché ognuno aveva iniziato a usare la parola <em>cimpa come e quando gli pareva</em>.</p>
<p>Lo studioso che l&#8217;aveva scoperta, vedendo come stavano andando le cose, decise allora di approfondire le ricerche e fece un&#8217;importante rivelazione: la categoria grammaticale di <em>cimpa</em> non era un <em>determinante</em>, come si era creduto fino ad allora, bensì un &#8230;<em><strong>perlinco</strong></em>!</p>
<p>Il mistero sembrava risolto.</p>
<p>A quel punto, rimaneva solo una piccola questione da chiarire: cos&#8217;era un <em>perlinco</em>???</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Occhio alle illustrazioni!</h4>
<h4>&#8211; <em>ovvero QUATTRO INFORMAZIONI e QUATTRO PROPOSTE di attività per EDUCARE LO SGUARDO</em></h4>
<p>Essendo un albo illustrato, immagini e testo formano un corpus unico in cui le prime valorizzano e completano il secondo.</p>
<p>L&#8217;analisi iconica dell&#8217;opera è stata svolta in collaborazione con la prof.ssa di arte <a href="https://www.facebook.com/aurora.piotto.1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aurora Piotto,</a> che ringrazio ancora per la disponibilità.</p>
<p>È utile osservare, in particolar modo, che l’illustratrice ha uno stile originale e inconfondibile:</p>
<p>1) Le illustrazioni, che rimandano al modo di disegnare e colorare dei bambini della scuola primaria, consistono in disegni realizzati dall&#8217;autrice utilizzando una <strong>tecnica mista</strong>: pastelli a cera, colori ad olio e grafite su carta a grana ruvida. I contrasti cromatici sono sfumati dall’uso di sfondi chiari.</p>
<p>Il tratto è eterogeneo: si passa infatti da quello più marcato di certe linee (es. i rami degli alberi) a quello più fine di alcuni dettagli (es. il musetto del topolino nella sala di registrazione radio).</p>
<p>Tutte le illustrazioni meritano di essere osservate attentamente per la ricchezza di particolari, a volte buffi, che conferiscono alla storia anche una vena ironica e amplificano la forza del testo.</p>
<p>La scelta della tavolozza di colori è limitata e l’illustratrice esplora con il segno e il colore uno spazio dove trame e motivi si intrecciano creando immagini piene e bidimensionali.</p>
<p>Una caratteristica stilistica di Catarina Sobral è che nelle sue tavole domina la totale assenza di profondità e l’equilibrio tra i vari spazi nella composizione dell’immagine venga gestito dalle campiture e dagli accostamenti cromatrici.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-825" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/20200116_130835-scaled-e1580388491726.jpg" alt="" width="169" height="300" /></p>
<p>&gt;&gt; PROPOSTA OPERATIVA: Fai notare ai bambini le differenze tra il cappello rosso della signora con gli occhiali e il tronco dell&#8217;albero (pag. 10 &#8211; 11) oppure tra l&#8217;ombrello nero e l&#8217;interno dell&#8217;autobus (pag. 22 &#8211; 23): riesci a trovare altre differenze?</p>
<p>2) Nelle illustrazioni predominano il <strong>colore</strong> ecru, nelle varie tonalità, e i colori primari del giallo e del rosso in tonalità non consuete: l&#8217;illustratrice usa, infatti, il rosso carminio e il giallo ocra, colore dalle tonalità che variano dal giallo-oro al marrone chiaro. L&#8217;uso di questi colori è dosato e costante in tutte le pagine; gli stessi creano un’armonia cromatica grazie all&#8217;uso nella stessa pagina dei complementari che creano un equilibrio visivo.</p>
<p>Il nero è usato sia come colore di riempimento delle figure, sia &#8211; a tratto più leggero &#8211; per i contorni, i dettagli e le ombreggiature. Compaiono meno il verde (presente soprattutto nella seconda parte del libro) e le tinte fredde del blu e del viola, nelle loro diverse tonalità.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-826" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/20200116_130915-scaled-e1580388643728.jpg" alt="" width="169" height="300" /></p>
<p>&gt;&gt; PROPOSTA OPERATIVA: Proponi di giocare a trovare quali sono i tre colori predominanti in alcune pagine scelte. Potreste registrarli poi su un semplice grafico con crocette alla lavagna per vedere i colori più usati. Avevate avuto la stessa impressione prima di registrarne la presenza?</p>
<p>3) Vi è talvolta, inoltre, un uso combinato del <strong>punto di vista</strong> nella stessa illustrazione: ad es., alcuni oggetti (o persone) sono rappresentati di fronte e parti dell&#8217;ambiente circostante dall&#8217;alto. Le illustrazioni richiamano il disegno dell&#8217;età evolutiva (es. nella rappresentazione della prospettiva di alcuni oggetti, come edifici, tavoli e auto).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-827" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/20200117_130401-scaled-e1580388749770.jpg" alt="" width="169" height="300" /></p>
<p>&gt;&gt; PROPOSTA OPERATIVA: Proponi di osservare le auto di pag. 30 &#8211; 31: cosa noti?</p>
<p>4) Molti sono i <strong>dettagli</strong> che arricchiscono e completano le immagini se si osserva con attenzione: es., oltre al topolino cui si è accennato sopra, le sigle che identificano le posizioni di lettura nella biblioteca, le ombre delle persone che abitano nel palazzo oltre la strada, la persona che cerca il telecomando tra i cuscini del divano,&#8230;).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-828" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/20200116_130936-scaled-e1580388836228.jpg" alt="" width="169" height="300" /></p>
<p>&gt;&gt; PROPOSTA OPERATIVA: proponi ai bambini di trovare altri cinque dettagli che non sono stati scritti qui.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-829" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/01/20200116_131009-scaled-e1580388921105.jpg" alt="" width="169" height="300" /></p>
<h4>Perché leggere &#8220;<em>Cimpa &#8211; la parola misteriosa</em>&#8220;?</h4>
<h4>&#8211; ovvero 5 buoni motivi per aprire il libro</h4>
<ol>
<li>
<p>È una storia divertente e a tratti spassosa: ricorda certi giochi di parole che si ripetono all&#8217;infinito e quelle filastrocche senza fine simili a <a href="https://www.filastrocche.it/nostalgici/filastro/cera2.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">C&#8217;era una volta un re seduto sul sofà che disse alla sua serva.</a></p>
</li>
<li>
<p>Ha pregevoli illustrazioni originali, come abbiamo visto sopra: nell&#8217;ottica di offrire ai bambini libri di qualità, questa lettura fa la sua parte &#8230;più che egregiamente!</p>
</li>
<li>
<p>Aurora scrive che: <em>Le illustrazioni sembrano uscire dalle pagine e terminare tra le mani del lettore tanto da avere la sensazione di essere all’interno del libro.</em> Sono pienamente d&#8217;accordo!</p>
</li>
<li>
<p>Stimola la fantasia: quante non-parole come <em>Cimpa</em> esistono nel nostro universo linguistico? A quale uso si presterebbero? Come le trovo? Le invento? Le domande-stimolo che posso pormi sono numerose.</p>
</li>
<li>
<p>È un libro che offre più spunti di riflessione. Uno tra i tanti: ogni persona, a un certo punto, inizia a usare la parola <em>cimpa come e quando gli pareva: </em>cosa succederebbe se facessimo davvero così ed iniziassimo a chiamare un oggetto di uso comune, come una sedia o una forchetta ad esempio, ognuno a modo proprio? Estendendo l&#8217;ipotesi, e se facessimo così anche con una qualsiasi regola condivisa?  </p>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Concludendo, spero di averti offerto con questo articolo suggerimenti e idee per leggere <em>Cimpa &#8211; la parola misteriosa </em>con curiosità e magari un occhio nuovo. Se, poi, desideri approfondire ulteriormente il discorso e cerchi spunti operativi da attuare in classe con i bambini, ti aspetto <a href="https://michelaalbertini.it/gli-speciali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nella pagina Gli Speciali</a> il 10 febbraio con un nuovo articolo ricco di proposte di attività. Ci sarai?</p>
<p>Grazie per aver letto e a presto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>*Fonte dei dati: <a href="https://www.lanuovafrontiera.it/prodotto/cimpa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pagina dell&#8217;editore La Nuova Frontiera Junior</a></h6>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Corso di coraggio per bambini paurosi</title>
		<link>https://michelaalbertini.it/2018/10/30/corso-coraggio-bambini-paurosi-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michela Albertini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2018 06:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sul comodino]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="250" height="380" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/10/Corso-Coraggio-1-e1540544129357.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" /></div>Maria Coraggiosa, che non ha sempre avuto questo nome, decide di iscriversi alla Scuola di Coraggio dello Zoo perché il suo sogno è viaggiare e visitare terre lontane, come l&#8217;Africa o l&#8217;Australia. Il problema è che questi territori sono popolati da &#8230;animali! Animali di ogni tipo e ogni dimensione&#8230; e Maria ne ha una paura &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="250" height="380" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/10/Corso-Coraggio-1-e1540544129357.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" /></div><p>Maria Coraggiosa, che non ha sempre avuto questo nome, decide di iscriversi alla Scuola di Coraggio dello Zoo perché il suo sogno è viaggiare e visitare terre lontane, come l&#8217;Africa o l&#8217;Australia. Il problema è che questi territori sono popolati da &#8230;animali! Animali di ogni tipo e ogni dimensione&#8230; e Maria ne ha una paura folle!</p>
<p>Inizia così il libro <a href="https://www.edizionisanpaolo.it/varie_1/ragazzi/narrativa-san-paolo-ragaz/libro/corso-di-coraggio-per-bambini-paurosi.aspx" target="_blank" rel="noopener">Corso di coraggio per bambini paurosi</a> scritto da <a href="https://rita-vilela.blogspot.com/" target="_blank" rel="noopener">Rita Vilela</a> e illustrato da <a href="https://www.facebook.com/maddalenagerlipage/" target="_blank" rel="noopener">Maddalena Gerli</a>.</p>
<p>Nella storia un gruppo di bambini accomunati dalla paura per gli animali viene guidato da una maestra a visitare uno zoo, non solo&#8230; ma anche a interagire con loro. Così comincia l&#8217;escursione tra elefanti, leoni, scimpanzé e tartarughe, con cui di volta in volta ogni bambino viene stimolato a relazionarsi.</p>
<p>Se Marta ha paura dell&#8217;elefante, Francesca dei pappagalli e Tommaso e Maddalena del gorilla, ben presto ogni bambino partecipante alla Scuola di Coraggio impara che non solo ci sono delle &#8220;regole&#8221; che aiutano ad affrontare le proprie paure in modo che non siano queste a dominarci, ma anche che nessuna paura è così spaventosa come sembra se impariamo a riconoscerla e la affrontiamo con le strategie più adatte a noi.</p>
<blockquote>
<p>«Perché hai un collo così lungo?» le ha chiesto allora Sara.</p>
<p>«Secondo qualcuno è per poter mangiare le foglie degli alberi alti&#8230; ma il vero motivo è un altro.</p>
<p>Il vero motivo è per non avere paura» ha confessato la giraffa.</p>
<p>Sara non capiva.</p>
<p>«È semplice. Se sei sdraiata a terra e vedi un ragno passarti a un millimetro dal naso, ti sembra grande, no? Ma se ti affacci dalla finestra del primo piano e vedi quello stesso ragno camminare per strada&#8230; è così piccolo che quasi non riesci a vederlo. Ecco: il mio lungo collo arriva fino al primo piano di un palazzo&#8230;»</p>
<p>Sara cominciava a capire, ma la giraffa ha continuato: «Il mio collo è cresciuto negli anni e adesso, quando alzo la testa, tutto sembra più piccolo, e le cose piccole non mi fanno più tanta paura».</p>
<p>(&#8230;) «Che cosa hai imparato dalla giraffa?» ha chiesto la maestra.</p>
<p>Sara ci ha pensato a lungo e poi ha detto:</p>
<p><strong>Regola della giraffa </strong></p>
<p><strong>Se alzi la testa, ti fa meno paura.</strong></p>
</blockquote>
<p>Questo <strong>Corso di coraggio</strong> è un bel libro, delicato sia nei toni della narrazione sia nelle illustrazioni. È un libro molto piacevole da leggere, dallo stile scorrevole adatto anche alla lettura ad alta voce in un gruppo, dove non mancherà di suscitare commenti e di stimolare riflessioni anche importanti su un argomento che riguarda tutti, perché &#8211; non dimentichiamolo! &#8211;</p>
<blockquote>
<p>Tutti hanno paura, anche i più grandi.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Il nonno che aggiustava i sogni</title>
		<link>https://michelaalbertini.it/2018/09/20/nonno-che-aggiustava-sogni-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michela Albertini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2018 05:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sul comodino]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="399" height="600" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/09/Nonno-sogni-399x600.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/09/Nonno-sogni-399x600.jpg 399w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/09/Nonno-sogni-230x346.jpg 230w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/09/Nonno-sogni-332x500.jpg 332w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/09/Nonno-sogni-240x361.jpg 240w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/09/Nonno-sogni-e1537200752537.jpg 299w" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" /></div>Qui si parla del libro di Uri Orlev, Il nonno che aggiustava i sogni, edito da Feltrinelli, 2014, pp. 128. &#160; Uri Orlev è un autore di origine polacca e di adozione israeliana.  Ha conosciuto il dolore della morte della madre (che fu uccisa dai nazisti) e l&#8217;orrore dei campi di concentramento. Nei suoi libri &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="399" height="600" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/09/Nonno-sogni-399x600.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/09/Nonno-sogni-399x600.jpg 399w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/09/Nonno-sogni-230x346.jpg 230w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/09/Nonno-sogni-332x500.jpg 332w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/09/Nonno-sogni-240x361.jpg 240w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/09/Nonno-sogni-e1537200752537.jpg 299w" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" /></div><p>Qui si parla del libro di Uri Orlev, <a href="https://www.lafeltrinelli.it/libri/uri-orlev/nonno-che-aggiustava-i-sogni/9788807922398" target="_blank" rel="noopener">Il nonno che aggiustava i sogni</a>, edito da Feltrinelli, 2014, pp. 128.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uri Orlev è un autore di origine polacca e di adozione israeliana. </p>
<p>Ha conosciuto il dolore della morte della madre (che fu uccisa dai nazisti) e l&#8217;orrore dei campi di concentramento.</p>
<p>Nei suoi libri si trovano molto spesso vicende ispirate a episodi personali e al tema della Shoah.</p>
<p>Il libro <em><strong>Il nonno che aggiustava i sogni</strong> </em>racconta la storia di Michael che, da New York, deve trasferirsi insieme ai genitori a Gerusalemme a causa delle condizioni di salute del nonno Rafael.</p>
<p>Michael è costretto a salutare i suoi «vecchi» amici: il signor O’Greydy, il rottamaio, il signor Albert, che fa il legatore, e il signor Raf, proprietario di un negozio di pietre dure.</p>
<p>Quando arriva in Israele e lo conosce, Michael si rende conto che il nonno è proprio un personaggio simpatico: non solo abita in una bella casa di fronte alle mura della Città Vecchia insieme alla governante, che Michael ha subito soprannominato “Strofinette” per la smania di tenere tutto pulito e in ordine, ma possiede anche un numero sconosciuto di collezioni e di oggetti meravigliosi, ognuno dei quali con una propria storia. Ci sono infatti «giocattoli un po’ ammaccati che non si potevano toccare» che risalgono ai tempi di quando il nonno era un bambino, una divisa ricoperta di stemmi del periodo in cui il nonno aveva partecipato alla Seconda Guerra Mondiale; ci sono poi cornici, quadri, un grammofono, macchine da lavoro,…</p>
<blockquote>
<p>Più di tutto fu il nonno a incantarlo. Assomigliava tantissimo ai suoi amici di Port Washington.</p>
</blockquote>
<p>Il nonno, inoltre, ha un piccolo segreto che, dopo un po’ di tempo, decide di rivelare a Michael: ogni mercoledì pomeriggio si traveste con barba finta, abiti rovinati e scarpe rotte e, spingendo un affilatoio, si reca nei vicoli del quartiere della città a lavorare come arrotino!</p>
<blockquote>
<p>Quando poi una donna ringraziò calorosamente il nonno spendendo delle parole lusinghiere sul suo lavoro, Michael disse fra sé e sé: in fondo è proprio vero che il nonno ripara qualcosa al mondo.</p>
</blockquote>
<p>Un giorno Michael racconta a suo nonno che gli piacerebbe tanto guidare una gru (ne vedono spesso mentre vanno a passeggiare insieme per la città) e, un pomeriggio, proprio mentre si trovano di fronte al camino acceso della sala, Michael sogna di manovrarne una. Quando si sveglia, Michael ha l’impressione che il nonno conosca il suo sogno! È possibile?</p>
<p>Un episodio simile accade anche una sera quando Michael, in camera del nonno che &#8211; nel frattempo &#8211; è andato a vivere con lui e i suoi genitori per il peggioramento della salute, si ritrova improvvisamente</p>
<blockquote>
<p>dentro l’acqua verdolina, in profondità dentro un’acqua immensa. Si guardava intorno e capiva che era il mare. Tratteneva il respiro per lo spavento, ma poi vedeva suo nonno.</p>
</blockquote>
<p> I sogni in cui Michael si ritrova insieme al nonno nelle situazioni più disparate sono sempre più frequenti, non solo: ogni settimana, nella notte tra il mercoledì e il giovedì, Michael e suo nonno partono per una spedizione con uno strano strumento che serve per riparare i sogni! Molta è la gente che accorre sempre attorno a loro e tutti porgono i loro sogni al nonno perché li aggiusti:</p>
<blockquote>
<p>Il nonno vi infondeva un pizzico di speranza, e se poi erano troppo neri li schiariva e li colorava. Quelli eccessivamente seri li ammorbidiva e illuminava. A volte provava a diluire il sogno cattivo o a stemperare leggermente quelli da brividi.</p>
</blockquote>
<p>Tutto prosegue così per diverso tempo, finché la salute del nonno non peggiora ulteriormente. Anche i suoi sogni iniziano a cambiare e diventano sempre più simili ai ricordi.</p>
<p>Chi potrebbe allora continuare a riparare i sogni degli altri?</p>
<p>La storia raccontata da Uri Orlev è un’avventura continua, sempre in bilico fra sogno e realtà, tra emozioni e scoperte.</p>
<p>C’è un nonno che ama il nipote di un affetto profondo e in grado di superare il limite del tempo; c’è la freschezza di un bambino che comprende la forza delle proprie radici familiari.</p>
<p>Dello stesso autore, e sempre centrata sulla figura dei <strong>nonni</strong>, è anche la piacevolissima storia in rima di <a href="https://www.lafeltrinelli.it/libri/uri-orlev/nonna-sul-filo/9788807910104" target="_blank" rel="noopener">La nonna sul filo</a>. Se, poi, vuoi avere una selezione di altre letture sul medesimo argomento da proporre in classe, puoi leggere <a href="https://michelaalbertini.it/2018/09/13/nonni-nipoti-consigli-lettura/" target="_blank" rel="noopener">questo articolo</a>. Buona lettura!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lettera a un bambino che ha paura della matematica</title>
		<link>https://michelaalbertini.it/2018/06/21/consigli-lettura-lettera-matematica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michela Albertini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2018 05:45:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sul comodino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://michelaalbertini.it/?p=574</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="295" height="450" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/06/lettera-bambino-matematica-e1529558318330.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" /></div>Ciao e bentornata qui! Il libro che ti invito a leggere oggi in questa rubrica è un libro che ha attirato la mia attenzione dagli scaffali della libreria. Guardo sempre volentieri i testi che trattano di argomenti relativi alla scuola. Quando ho notato questo libro tra le novità editoriali, ho riconosciuto subito l&#8217;autore dello stesso testo, Analisi &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="295" height="450" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/06/lettera-bambino-matematica-e1529558318330.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" /></div><p>Ciao e bentornata qui!</p>
<p>Il libro che ti invito a leggere oggi in questa rubrica è un libro che ha attirato la mia attenzione dagli scaffali della libreria. Guardo sempre volentieri i testi che trattano di argomenti relativi alla scuola.</p>
<p>Quando ho notato questo libro tra le novità editoriali, ho riconosciuto subito l&#8217;autore dello stesso testo, <a href="https://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=38271" target="_blank" rel="noopener">Analisi grammaticale e logica al volo</a>, che avevo usato con soddisfazione nel ciclo scorso.</p>
<p>Ho letto <a href="https://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=41917" target="_blank" rel="noopener">Lettera a un bambino che ha paura della matematica</a> di Camillo Bortolato e l&#8217;ho trovato di una delicatezza e di un&#8217;attenzione al bambino che a me hanno ricordato le opere &#8211; e a tratti l&#8217;ironia &#8211; di Gianni Rodari. </p>
<p>Perdonami se questo articolo non è una recensione, ma piuttosto il consiglio di una lettura interessante che può suggerirti una collega: non conosco nel dettaglio il <strong>metodo analogico</strong> di Bortolato e preferisco, se vuoi approfondire, invitarti a visitare il <a href="https://www.camillobortolato.it/index.aspx" target="_blank" rel="noopener">suo sito</a> per comprenderne l&#8217;impianto e la ricchezza. Lì troverai tutte le notizie, le esperienze, la spiegazione del metodo e molto altro (Ma della sezione intitolata <a href="https://www.camillobortolato.it/metodo_analogico.aspx?vai_a=1" target="_blank" rel="noopener">La via del cuore</a> oppure quella &#8220;<em>Ecco la scuola che vorrei&#8230;</em>&#8221; vogliamo parlarne?)</p>
<p>Qui riporto semplicemente alcune delle citazioni &#8211; queste sono tratte dalle pagine conclusive del libro &#8211; che hanno fatto vibrare le corde del mio cuore di mamma e di insegnante.</p>
<p>Non insegni matematica? Non importa, nemmeno io, ma caspita se questo libro mi è piaciuto!</p>
<p>Buona lettura!</p>
<blockquote>
<p>Caro collega insegnante,</p>
<p>scusa se sembra che abbia parlato male di te nelle pagine precedenti. Non ce l&#8217;avevo con te. Ce l&#8217;avevo con quelli che scrivono di scuola ma non hanno mai provato a tenere venticinque bambini fermi in aula per otto ore, anzi ignorano del tutto il problema. Se glielo fai notare, rispondono semplicemente che non bisogna tenerli fermi. Non sanno cosa succederebbe se li ascoltassi: il tracollo. Tanto loro non ci sono.</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>«Cari bambini, vi considero tutti eccellenti» dirò loro «e mi aspetto da ciascuno una genialità diversa, quello che mi potete dare». (&#8230;) Aspetterò che ciascuno sbocci nella sua stagione, perché ci sono fiori di primavera e fiori d&#8217;autunno che sono anche più preziosi.</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>Una scuola per studiare cose meravigliose sul mondo e su come siamo fatti noi nella nostra insondabile umanità.</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>Perciò consolati, caro collega,</p>
<p>perché quando ti senti disperato e in solitudine sappi che è la condizione nascosta di tutti. Sei in compagnia. Ma, se le cose andassero bene ogni giorno, non saresti comunque contento. Torneresti a casa accusando un senso di colpa per non esserti consumato abbastanza. Perciò sorridi e vai avanti così.</p>
</blockquote>
<p><span style="font-size: 1.1rem;">Sempre negli ultimi capitoli, l&#8217;autore così scrive ai genitori:</span></p>
<blockquote>
<p>Caro genitore,</p>
<p>se ti è possibile non chiamare tuo figlio <strong>tesoro</strong> troppo spesso, perché poi andando a scuola ci rimarrà male a scoprire che anche gli altri bambini sono chiamati così dai loro genitori. E allora, povero me insegnante, nascerà una guerra tra bambini per scoprire chi è veramente un tesoro, e magari qualche bimbo perderà fiducia nel suo genitore.</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>I bambini nascono con due valenze che sono come due porte nascoste: quella del bene e quella del male oppure, se preferisci un linguaggio più aggiornato, quella delle pulsioni positive e quella delle pulsioni negative. (&#8230;) Educazione è imparare a tenere sprangata questa seconda porta che tutti abbiamo, e cercare di tenere aperta quella del bene, anche se costa più fatica. </p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>Che bello se lo vedi penare un po&#8217; perché deve fare i conti con la vita.</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>E non tormentarti all&#8217;idea che la scuola debba essere un&#8217;isola felice, altrimenti ti aggrappi a un&#8217;<strong>utopia</strong> e stai male. Come potrebbe accadere, se noi per primi siamo pieni di difetti? Credi che a scuola si possano trovare di regola persone migliori di noi? Può succedere per caso. (&#8230;) Siamo smarriti e angustiati come tutti. La so lunga su questo sogno. Adesso quello a cui ambisco è donare all&#8217;organismo elefantiaco e sofferente della scuola una cellula sana. Almeno ci provo.</p>
</blockquote>
<p>E al ministro:</p>
<blockquote>
<p>Caro Ministro,</p>
<p>(&#8230;) poi sarai più contento di tornare nei tuoi uffici. E porterai con te un po&#8217; di competenza in più sul lavoro degli insegnanti che magari non sono sempre all&#8217;altezza, ma ce la mettono tutta&#8230; per sopravvivere.</p>
</blockquote>
<p>Nel salutarti, come nota redazionale, ti informo che nel mese di luglio non ci saranno recensioni in questa rubrica (troverai però nel blog alcuni articoli sui consigli di lettura per il prossimo anno scolastico) e che agosto sarà mese di &#8211; tanto sospirate &#8211; vacanze. Questa rubrica riprenderà perciò a settembre, mentre sul blog ci &#8220;rivedremo&#8221; settimana prossima. Ti aspetto!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;angolo dell&#8217;arte</title>
		<link>https://michelaalbertini.it/2018/06/14/libro-angolo-arte-laboratori-creativi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michela Albertini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2018 05:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sul comodino]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="332" height="400" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/06/Angolo-arte-e1528960339741.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" /></div>Ricco di immagini e di colori, il libro che ti propongo oggi mette allegria solo a sfogliarlo. L&#8217;angolo dell&#8217;arte &#8211; Laboratori creativi per bambini è opera di due autrici, Barbara Rucci e Betsy McKenna, che della passione per l’arte e per i bambini hanno fatto il proprio pane quotidiano. Il libro è un lungo e piacevolissimo &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="332" height="400" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/06/Angolo-arte-e1528960339741.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" /></div><p>Ricco di immagini e di colori, il libro che ti propongo oggi mette allegria solo a sfogliarlo.</p>
<p><a href="https://www.ippocampoedizioni.it/home/582-langolo-dell-arte-laboratori-creativi-per-bambini-.html" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;angolo dell&#8217;arte &#8211; Laboratori creativi per bambini</a> è opera di due autrici, Barbara Rucci e Betsy McKenna, che della passione per l’arte e per i bambini hanno fatto il proprio pane quotidiano.</p>
<p>Il libro è un lungo e piacevolissimo percorso di esempi concreti di come i bambini, lasciati liberi di agire e di usare i materiali, possano produrre arte coltivando il proprio processo creativo.</p>
<p>Pur facendo riferimento all’età della seconda infanzia, questo libro ha, secondo me, l’indubbio pregio di fornire proposte molto stimolanti con preziose indicazioni operative, che si possono adattare sia a casa sia alla vita di classe, in base allo spazio, al tempo e alle caratteristiche personali di chi ne fruisce.</p>
<p><strong>SIAMO TUTTI CREATIVI</strong> – è l’incipit dell’introduzione (e quale senso di sollievo si prova a rileggerlo! Ne avevo scritto anche nell’articolo sul libro <a href="https://michelaalbertini.it/2018/05/31/recensione-big-magic-elizabeth-gilbert/" target="_blank" rel="noopener">Big Magic</a>, ricordi?)</p>
<blockquote>
<p>A mio modo di vedere, siamo tutti artisti. Costruiamo le nostre vite da zero. Lavoriamo con quello che ci è stato dato. Sperimentiamo, ci esprimiamo, troviamo soluzioni ai problemi. Quando sbagliamo, il giorno dopo, riproviamo. Esploriamo nuove idee, facendo il miglior uso possibile di quello che abbiamo. Ogni giorno è una nuova creazione, sempre diverso dal precedente. Siamo originali. Siamo artisti.</p>
</blockquote>
<p>Nelle «esperienze di process art (…) si privilegia il processo del creare rispetto al risultato finale». Diventa quindi importante lasciare <strong>libero</strong> il bambino di «interpretare i materiali a modo suo». Per far questo, l’ideale è poter accedere spontaneamente ai materiali, creando lo spazio dell’arte in un angolo di casa, o in classe (l’autrice Rucci, tra le varie attività, insegna arte ai bambini nella sua casa).</p>
<p>Il primo capitolo del libro è dedicato ai <strong>consigli utili</strong> per cominciare: dalle regole e i suggerimenti che permettono di gestire lo spazio a disposizione fino a come radunare i materiali e suddividerli per tipologia o per uso.</p>
<p>Le proposte di attività, ispirate al <em>Reggio Emilia Approach</em>, che le autrici fanno sono molte a varie.</p>
<p>Dalle più <strong>veloci da realizzare</strong>:</p>
<p>&#8211;       quadri con la cornice bianca (ottenuta profilando i fogli con lo scotch e poi togliendolo alla fine)</p>
<p>&#8211;       stampe ottenute dipingendo su oggetti che si trovano in cucina (nella proposta si usano gli stampi di metallo per muffin)</p>
<p>&#8211;       dipinti in formato mini con acquerelli e cotton fioc</p>
<p>&#8211;       quadri con sacchetti di carta con manici</p>
<p>&#8211;       dipinto di «natura morta con ciambella»!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-547" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/06/Angolo-arte-quadri-e1528894102184.jpeg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>Fino a vere e proprie <strong>installazioni</strong>, che si ottengono con la collaborazione di tutti i partecipanti, come:</p>
<p>&#8211;       l’albero di rotoli</p>
<p>&#8211;       la città d’arte</p>
<p>&#8211;       la torta di cartone</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-549" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/06/Angolo-arte-città-e1528894302660.jpeg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>Passando per le <strong>esplorazioni dei materiali</strong>, delle forme, dei colori, dei miscugli e di tutto ciò che la fantasia suggerisce, come ad esempio:</p>
<p>&#8211;       dipinti a fisarmonica</p>
<p>&#8211;       monotipi su plastica</p>
<p>&#8211;       assemblaggi di materiale vario</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-548" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/06/Angolo-arte-esplorazione-e1528894219358.jpeg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>Se il focus di questo tipo di approccio è sulla creatività e sull’immaginazione che ci guidano da sempre e sul permettere al bambino – anche molto piccolo – di sperimentare e di provare, qual è in tutto questo il <strong>ruolo dell’adulto</strong>?</p>
<blockquote>
<p>Bastano poche parole per influenzare la mente di un bambino. Ne bastano poche anche per costruire la sua fiducia creativa.</p>
<p>Perché? Perché i bambini sono capaci, perché i bambini sono abili! Ciascuno di loro ha un livello di creatività unico che gli viene da dentro. In quanto genitori o insegnanti, il nostro ruolo è rispecchiare e mostrare loro quel potenziale creativo di cui loro non si sono ancora resi conto.</p>
<p>Come possiamo farlo? Tanto per cominciare, dobbiamo porci nei loro confronti come assistenti formativi preparati, guide e istruttori. Questo significa avere la precisa intenzione di impegnarci ed essere presenti usando poche parole ben scelte (…)</p>
<p>Vedo che…</p>
<p>Ricordami come…</p>
<p>So che puoi…</p>
<p>Prova!</p>
<p>Corri il rischio</p>
<p>Cosa ne pensi?</p>
<p>Fai un tentativo</p>
<p>Dimmi come…</p>
<p>Ti sei ricordato…</p>
<p>Ho visto che…</p>
<p>Provate a vedere come reagisce un bambino. So che siete in grado di farlo, perché non leggereste questo libro se non foste interessati. Vedo che avete quasi finito di leggere, quindi adesso fate un tentativo e vediamo cosa ne pensate!</p>
</blockquote>
<p>Bene! Sei pronta a cominciare a sporcarti le mani? Nel frattempo, se vuoi saperne di più, puoi visitare il sito di <a href="https://www.artbarblog.com/" target="_blank" rel="noopener">Barbara Rucci</a> oppure quello di <a href="https://www.exponentialreturns.org/" target="_blank" rel="noopener">Betsy McKenna</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se questo articolo ti è piaciuto e ti è servito, ti invito a leggere anche quello di settimana prossima, che conterrà un altro consiglio di lettura per noi che lavoriamo a scuola (ma va bene anche se non sei insegnante e vuoi saperne di più &#8230;sulla matematica!). Ti aspetto!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Insegnare con la letteratura fiabesca</title>
		<link>https://michelaalbertini.it/2018/06/07/insegnare-letteratura-fiabe-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michela Albertini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jun 2018 20:45:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sul comodino]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="207" height="300" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/06/insegnare-con-la-letteratura-fiabesca-1.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" /></div>Come ti avevo anticipato nella newsletter, quello di oggi è il primo dei tre libri che ti propongo questo mese nella sezione Sul comodino. Oggi parliamo di fiabe. Insegnare con la letteratura fiabesca di R. T. Bruno è un libro che mi è piaciuto moltissimo leggere. Non solo perché è un libro di spessore, che aiuta a &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="207" height="300" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/06/insegnare-con-la-letteratura-fiabesca-1.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" /></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-542" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/06/vintage-1652576_640-e1528403070338.jpg" alt="" width="223" height="320" /></p>
<p>Come ti avevo anticipato nella newsletter, quello di oggi è il primo dei tre libri che ti propongo questo mese nella sezione <a href="https://michelaalbertini.it/category/sul-comodino/" target="_blank" rel="noopener">Sul comodino</a>.</p>
<p>Oggi parliamo di <strong>fiabe</strong>.</p>
<p><a href="https://www.raffaelloscuola.it/scuola-primaria/insegnare-con-la-letteratura-fiabesca" target="_blank" rel="noopener">Insegnare con la letteratura fiabesca</a> di R. T. Bruno è un libro che mi è piaciuto moltissimo leggere.</p>
<p>Non solo perché è un libro di spessore, che aiuta a riflettere sul valore pedagogico di elementi quali il <em>desiderio</em>, la <em>lentezza</em> e l’<em>imprevisto</em>, ma anche perché restituisce alle fiabe quell&#8217;importanza che la «percezione comune distorta» di considerare la letteratura fiabesca “cosa per bambini” ogni tanto le toglie.</p>
<blockquote>
<p>È una percezione comune distorta che le fiabe siano storielle consolatorie e divertenti &#8220;per piccoli&#8221;. Al contrario, la fiaba letteraria è molto articolata e richiede la comprensione di vari livelli di significato (la storia, i luoghi, i caratteri dei personaggi, i riferimenti valoriali, le metafore). È letteratura per adulti che, per bizzarre corrispondenze dell&#8217;anima, piace anche ai bambini.</p>
</blockquote>
<p>Il saggio di Rosa Tiziana Bruno inizia con il definire la fiaba «uno strumento, una pratica didattica» e spiega le ragioni per cui utilizzare la fiaba a scuola.</p>
<p>Parla dei vantaggi che si possono ottenere (dallo sviluppo cognitivo a quello dell’immaginazione a quello etico), ma anche di <em>cura</em>, di <em>meraviglia</em>, di <em>amore per la conoscenza</em>.</p>
<p>Tutti elementi che il docente può utilizzare a beneficio del complesso rapporto tra insegnamento e apprendimento. Purché lo faccia con «una spiccata capacità di attenzione all’interiorità del bambino».</p>
<blockquote>
<p>L&#8217;uso della fiaba in classe richiede necessariamente metodo, perché la pratica della narrazione rischia di produrre una banalizzazione dei contenuti, se non utilizzata correttamente. Inoltre il metodo assume rilevanza non solo perché da esso dipende l&#8217;esito educativo, ma anche perché può facilitare e allegerire il lavoro dell&#8217;insegnante nello svolgimento del suo delicato compito quotidiano.</p>
<p>Potrebbe sembrare, quest&#8217;ultima, una questione di poca importanza, tuttavia la serenità del docente è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi formativi. Se un insegnante possiede gli strumenti giusti per lavorare con i suoi alunni, svolgerà la sua attività professionale con minore fatica e maggiore disinvoltura. Questo andrà a vantaggio della qualità scolastica, in tutti i sensi.</p>
</blockquote>
<p>Nel secondo capitolo, &#8220;<em>Insegnare con la fiaba: la lettura&#8221;</em>, l’autrice parla di <strong>come leggere in classe</strong>.</p>
<p>Affronta il tema della <strong>lettura creativa della fiaba</strong> e del valore delle parole. Scrive di quanto siano importanti voce e gestualità e di come la lettura ad alta voce sia «un’autentica ospitalità». [bellissimo! n.d.r.]</p>
<p>Conclude il capitolo il riferimento di come si passi dalla lettura alla scrittura e del perché, all’interno di questa, un posto speciale sia riservato all’autobiografia.</p>
<blockquote>
<p>In classe, la capacità di ascoltare gli insegnanti è fondamentale: solo comprendendo i bisogni dei bambini e delle loro famiglie è possibile una reale trasmissione di contenuti educativi.</p>
<p>Un approccio utile in tal senso è l&#8217;autobiografia. (&#8230;)</p>
<p>Utilizzata a scuola, aiuta i ragazzi a riflettere sulla loro storia e a costruirsi un&#8217;identità.</p>
</blockquote>
<p>La trattazione prosegue, nel terzo capitolo &#8220;<em>Insegnare con la fiaba: il curricolo e le discipline&#8221;</em>, riflettendo su come si può insegnare con la fiaba e suggerisce un triplice percorso:</p>
<ul>
<li>umanistico</li>
<li>scientifico</li>
<li>artistico</li>
</ul>
<p>Per ognuno di questi, espone in che cosa consiste il contributo della letteratura fiabesca e dà preziosi suggerimenti didattici. È nell’ambito della disciplina della musica che, inoltre, si fa riferimento ad un altro genere di fiaba: la f<em>iaba musicale</em>.</p>
<p>Grazie al suo <strong>aspetto interdisciplinare</strong> la fiaba coinvolge e amplifica i contenuti delle educazioni: interculturale, emotiva e relazionale, alimentare e ambientale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-541" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/06/vintage-1721914_640-e1528402997832.jpg" alt="" width="241" height="320" /></p>
<p>In &#8220;<em>Insegnare con la fiaba: bisogni educativi speciali&#8221;</em>, la fiaba, inoltre, «amata da tutti i bambini, anche da quelli che presentano gravi problematiche»</p>
<blockquote>
<p>(&#8230;) ci parla di contenuti universali e utilizza simboli, immagini condensate e ricche che sono stimoli fondamentali per lo sviluppo della mente. In questo senso, la dimensione universale rende la fiaba adatta anche a chi non ha raggiunto un livello di sviluppo verbale, astratto. Ma non solo. Essendo la fiaba un potente attivatore emotivo, sarà in grado di favorire lo sviluppo dei successivi livelli di maturazione nel bambino.</p>
</blockquote>
<p>La fiaba come <strong>strumento di inclusione</strong>, quindi, come riporta il titolo di uno dei paragrafi.</p>
<p>Il quinto capitolo è dedicato all&#8217;indagine del rapporto tra <em>&#8220;Bullismo e fiaba&#8221;.</em></p>
<p>L&#8217;autrice si chiede da dove nasca l’incapacità di accettare le differenze che è alla base di tanti atteggiamenti oppositivi.</p>
<blockquote>
<p>Prima ancora che dall&#8217;ignoranza e da schemi culturali, l&#8217;intolleranza trae origine da operazioni mentali e affettive che sono spesso trascurate dall&#8217;azione educativa, in famiglia come a scuola.</p>
</blockquote>
<p>Cosa può fare la scuola? E, quindi, i docenti? E, nella fattispecie, cosa si può fare con le fiabe?</p>
<blockquote>
<p>Il fulcro di un progetto contro il bullismo risiede nell&#8217;ascolto delle emozioni e delle storie dei ragazzi. Ecco, quindi, che la letteratura fiabesca può risultare uno strumento prezioso perché possiede la specificità di coinvolgere il bambino emotivamente e sentimentalmente. Le fiabe sono piene di bulli e tutti noi li abbiamo ancora impressi nella memoria perché hanno animato i nostri incubi: Cenerentola vessata dalle sorellastre, Pinocchio sopraffatto da Mangiafuoco, Cappuccetto Rosso braccata dal lupo, Biancaneve osteggiata dalla matrigna. Impossibile dimenticare tutti quei terribili soprusi.</p>
</blockquote>
<p>Chiude questo saggio un lungo capitolo sui <em>&#8220;Laboratori interdisciplinari&#8221;</em>, ricco di indicazioni molto chiare e di altrettanti spunti di riflessione e ampliamento.</p>
<p>Ci sono  &#8211; a titolo di esempio &#8211; il <strong>laboratorio sul bullismo</strong>, per cui sono consigliate letture come <em>Il ginepro</em> (Grimm) o La figlia dell’orco (L. Capuana); oppure quello <strong>sull’inclusione</strong> che verte sulle letture di <em>La piccola fiammiferaia</em> di H. C. Andersen e <em>I musicanti di Brema</em> (Grimm) e su attività di laboratorio che «servono a sperimentare il silenzio come forma di comunicazione e il potere della scrittura come strumento di rivelazione di sé, attraverso la trasmissione di sensazioni ed emozioni» , ma che propongono anche la preparazione dei «biscotti della personalità», come attività volta a sviluppare atteggiamenti di collaborazione e di conoscenza reciproca.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-540" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/06/vintage-1652550_640-e1528402917117.jpg" alt="" width="224" height="320" /></p>
<p>Come spero di essere riuscita a trasmettere, il saggio di Rosa Tiziana Bruno è un’esposizione completa, profonda e appassionata sulla letteratura fiabesca, un libro che non mancherà di accompagnarti alla ri-scoperta della bellezza che le fiabe – quelle classiche, ma non solo – sanno generare in chi le legge e in chi le ascolta, rendendo sempre attuale l’antico gesto di condividerle.</p>
<p>Se ti interessa avere delle anticipazioni sulle attività e sulle letture che proporrò, puoi iscriverti in qualsiasi momento a <strong><em>“Tempo di…”</em></strong>, la mia newsletter mensile: il box per l’iscrizione è proprio qui sotto. Ci sarai?</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Big Magic</title>
		<link>https://michelaalbertini.it/2018/05/31/recensione-big-magic-elizabeth-gilbert/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michela Albertini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2018 20:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sul comodino]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="286" height="450" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/05/Big-magic-e1527797186290.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" /></div>In un articolo del blog, due settimane fa, avevo scritto della creatività secondo me e avevo riportato una citazione di Elizabeth Gilbert, tratta dal suo libro Big Magic. L&#8217;hai già letto? Oggi te ne parlo, scrivendoti qui ciò che più mi ha colpito di questo saggio che è quasi un manuale. Elizabeth Gilbert parte da una considerazione molto &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="286" height="450" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/05/Big-magic-e1527797186290.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" /></div><p>In un articolo del blog, due settimane fa, avevo scritto <a href="https://michelaalbertini.it/2018/05/17/essere-creativi/" target="_blank" rel="noopener">della creatività secondo me</a> e avevo riportato una citazione di Elizabeth Gilbert, tratta dal suo libro <a href="https://www.elizabethgilbert.com/books/big-magic/" target="_blank" rel="noopener">Big Magic</a>.</p>
<p>L&#8217;hai già letto?</p>
<p>Oggi te ne parlo, scrivendoti qui ciò che più mi ha colpito di questo saggio che è quasi un manuale.</p>
<p>Elizabeth Gilbert parte da una considerazione molto confortante:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>ognuno di noi può vivere una vita creativa.</strong></p>
<p>La vita creativa è, per l’autrice di questo libro lieve e allegro, la «caccia» per dissotterrare i tesori nascosti che ciascuno di noi ha dentro di sé.</p>
<blockquote>
<p>Io non ho idea di cosa ci sia dentro di voi. Non ho modo di saperlo. E voi stessi potreste non saperlo, sebbene sospetto che qualcosa abbiate intravisto. Non conosco le vostre capacità, le vostre aspirazioni, i vostri desideri o talenti segreti. Ma di sicuro, dentro di voi dimora qualcosa di meraviglioso. E lo dico con una certa sicurezza, perché sono convinta che siamo tutti depositari ambulanti di tesori sepolti.</p>
</blockquote>
<p>La Gilbert affronta la ricerca di questi «tesori sepolti» analizzando, anzi – meglio – raccontando, quali sono gli elementi con cui si dovrà sicuramente fare i conti prima o poi nel vivere una vita creativa. Ne individua sei. Li descrive, li esplora e li riempie di curiosi aneddoti personali.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>CORAGGIO</strong></p>
<p>Per vivere una vita creativa, è utile fare i conti con la propria paura, anzi con <strong>LE</strong> paure  (ne esistono davvero molte! &#8230;E non tutte coerenti con il timore di vivere una vita creativa!). Ci sono paure utili e paure inutili e limitanti: occorre dare il giusto posto alla paura e imparare a «viaggiare tranquilli» pur essendo in sua compagnia.</p>
<blockquote>
<p>Carissima Paura, io e Creatività stiamo per intraprendere un viaggio insieme. So che verrai con noi perché lo fai sempre. Capisco che sei convinta di avere un ruolo importante nella mia vita, e che prendi il tuo lavoro seriamente. (…) Riconosco e rispetto il fatto che fai parte di questa famiglia e non ti escluderò mai da nessuna attività, ma i tuoi suggerimenti verranno ignorati. Ti è concesso un posto a sedere, e la possibilità di dire la tua, ma il tuo parere non è determinante. Non hai il permesso di toccare le mappe, né di suggerire deviazioni o armeggiare con l’aria condizionata. E neanche di toccare la radio, cocca. Ma soprattutto, mia cara vecchia ben nota amica, ti è assolutamente proibito guidare.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong>INCANTESIMO</strong></p>
<p>La scrittrice spiega come funzionano, secondo lei, le idee e spiega che cosa succede quando si decide di collaborare con un’idea (sì, perché queste vengono a cercarci!) o al contrario se le si dice di no. Racconta la propria esperienza personale a proposito della “fuga” di un’idea, che è poi diventata l’idea primigenia di un noto romanzo di un’altra autrice, a cui lei stessa per varie ragioni si era negata.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>AUTORIZZAZIONE</strong></p>
<p>Per vivere una vita creativa, non abbiamo bisogno dell’autorizzazione di nessuno, se non della nostra personale: ognuno di noi, infatti, può dare alla propria vita la forma che desidera. Lo si può fare immergendoci nel mondo, vivendo e facendo tesoro di tutte le esperienze e le conoscenze di cui possiamo arricchirci ogni giorno. E …è vietato lamentarsi! Le «lagne», soprattutto se inutili e gratuite, spaventano l’ispirazione e la fanno fuggire!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PERSEVERANZA</strong></p>
<p>Individuato come vogliamo vivere la nostra vita creativa, occorre lavorare sodo, sempre, con grande costanza, sia quando l’ispirazione c’è e ci supporterà stupendoci di quello che arriviamo a fare, sia quando questa verrà meno e saremo tentati di mollare tutto.</p>
<p>Anche in questo caso, non ci si può lamentare: ogni lavoro comprende una serie di attività e di eventi che magari desidereremmo non dover affrontare.</p>
<p>Facciamoci trovare ogni volta pronti e operativi e ricordiamoci che è sempre «<strong>meglio fare che fare bene</strong>» (e magari quindi correre il rischio di non fare nulla!).</p>
<p>Perseveranza, amiche, perseveranza!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>FIDUCIA</strong></p>
<p>Cerchiamo di avere fiducia nel fatto che il nostro lavoro ami noi almeno quanto noi lo amiamo a nostra volta!</p>
<p>Amare il proprio lavoro vuol dire esercitare un’«ostinata contentezza» e ci dà la possibilità o di trasformare la «creatività in un campo di battaglia o renderla un interessante spazio di curiosità».</p>
<p>La scelta è solo nostra.</p>
<p>Non lasciamoci fuorviare dall’Ego, quanto piuttosto permettiamo alla nostra <em><strong>anima</strong></em> di guidarci: essa va alla ricerca della <em>meraviglia</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>DIVINITÀ</strong></p>
<p>Partendo dal racconto che l’autrice ha ascoltato da un amico, la Gilbert racconta di come la Grande Magia della creatività (<em>The Big Magic</em>&#8230;oh yeah!) si fonda nella combinazione di sacro e profano, ristabilendo un ordine e, nello stesso tempo, continuamente sovvertendolo!</p>
<blockquote>
<p>La creatività è sacra e non lo è.</p>
<p>Quello che facciamo ha un’importanza enorme, e non ne ha.</p>
<p>Sgobbiamo da soli, e siamo costantemente accompagnati dagli spiriti.</p>
<p>Siamo terrorizzati, e siamo coraggiosi.    </p>
<p>L’arte è una faccenda devastante e un meraviglioso privilegio.</p>
</blockquote>
<p>E tu? Conoscevi già questo libro di Elizabeth Gilbert o il suo più famoso <em>Mangia, prega, ama? </em>(Io l’ho già inserito nella mia wishlist. Lo sai che è da quest&#8217;ultimo che è stato tratto l&#8217;omonimo film con <a href="https://www.youtube.com/watch?v=eoCaAyVdA-U" target="_blank" rel="noopener">Julia Roberts</a>?)</p>
<p>Cosa ne pensi? Se vorrai scriverlo nei commenti qui sotto, sarò lieta di leggerlo. Grazie!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Silvia, rimembri ancora? Le poesie italiane più amate</title>
		<link>https://michelaalbertini.it/2018/03/22/recensione-silvia-rimembri-ancora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michela Albertini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 06:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sul comodino]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="525" height="600" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/03/Silvia-rimembri-ancora-1-525x600.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/03/Silvia-rimembri-ancora-1-525x600.jpg 525w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/03/Silvia-rimembri-ancora-1-230x263.jpg 230w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/03/Silvia-rimembri-ancora-1-438x500.jpg 438w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/03/Silvia-rimembri-ancora-1-240x274.jpg 240w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/03/Silvia-rimembri-ancora-1-e1521371904950.jpg 350w" sizes="(max-width: 525px) 100vw, 525px" /></div>Leggi poesia, che fa bene. Scegli i versi che ti piacciono di più. Imparali a memoria. Canta, ripeti, recita. Da solo o in compagnia. E poi dimentica tutto. Un giorno, quando meno te lo aspetti, torneranno indietro, e sarà il momento giusto. Il libro che ho scelto di proporti oggi è Silvia, rimembri ancora? Le poesie &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="525" height="600" src="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/03/Silvia-rimembri-ancora-1-525x600.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/03/Silvia-rimembri-ancora-1-525x600.jpg 525w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/03/Silvia-rimembri-ancora-1-230x263.jpg 230w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/03/Silvia-rimembri-ancora-1-438x500.jpg 438w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/03/Silvia-rimembri-ancora-1-240x274.jpg 240w, https://michelaalbertini.it/_mamawp/wp-content/uploads/2018/03/Silvia-rimembri-ancora-1-e1521371904950.jpg 350w" sizes="(max-width: 525px) 100vw, 525px" /></div><blockquote>
<p>Leggi poesia, che fa bene. Scegli i versi che ti piacciono di più. Imparali a memoria. Canta, ripeti, recita. Da solo o in compagnia. E poi dimentica tutto. Un giorno, quando meno te lo aspetti, torneranno indietro, e sarà il momento giusto.</p>
</blockquote>
<p>Il libro che ho scelto di proporti oggi è <a href="https://www.edizioniel.com/prodotto/silvia-rimembri-ancora-le-poesie-italiane-piu-amate-9788866564232/" target="_blank" rel="noopener">Silvia, rimembri ancora? Le poesie italiane più amate</a>, AA.VV., a cura di Beatrice Masini, illustrato da Sara Not, Edizioni Einaudi Ragazzi, 2017, pp.160.</p>
<p>Il libro presenta una scelta ricca e attenta di quelle liriche che sicuramente hai studiato a scuola anche tu. Non solo, per esempio, <em>Il Cantico delle creature</em> di Francesco d&#8217;Assisi, <em>Il Cinque Maggio</em> di Alessandro Manzoni, <em>La quiete dopo la tempesta</em> di Giacomo Leopardi, ma anche <em>All&#8217;automobile da corsa</em> di Filippo Tommaso Marinetti o <em>Le golose</em> di Guido Gozzano. Ricordi?</p>
<p>Ecco, troverai queste e altri trentasette componimenti, tra cui anche <em>Il paese dei bugiardi</em> e <em>Per colpa di un accento</em> di Gianni Rodari, in questo bel libro corredato dalle illustrazioni di Sara Not. Un libro pensato per far assaporare la bellezza e la musicalità dei versi di liriche che hanno attraversato il tempo e, con esso, hanno dato voce ai numerosi sentimenti dell&#8217;animo umano.</p>
<blockquote>
<p>Primavera vien danzando</p>
<p>vien danzando alla tua porta</p>
<p>Sai tu dirmi che ti porta?</p>
<p>&#8211; A. S. Novaro &#8211;</p>
</blockquote>
<p>Ti propongo oggi questa lettura perché proprio ieri è stato il primo giorno di primavera e, proprio lo stesso giorno (e non a caso), la <strong>Giornata mondiale della Poesia</strong>.<br />
 Questa è stata istituita nel 1999 dall&#8217;Unesco, cioè dall&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Educazione, la Scienza e la Cultura, ed è stata celebrata per la prima volta il 21 marzo 2000. Come dire? Ha appena compiuto i 18 anni!</p>
<p>La <strong>Giornata mondiale della Poesia</strong> vuole testimoniare il valore di questo genere dell&#8217;arte che da sempre accompagna l&#8217;espressione dell&#8217;uomo e vuole sottolineare la sua importanza come <em>linguaggio universale</em> in grado di andare oltre le parole dei singoli autori e i confini dei Paesi. Considerare le differenze &#8211; anche linguistiche &#8211; come una risorsa e non come un limite significa <em>promuovere il dialogo e la comunicazione</em> tra le culture.</p>
<blockquote>
<p>Come trovo dipinto il mio bambino,</p>
<p>in fin di desinare, è uno sgomento!</p>
<p>Ha le patacche addosso a cento a cento</p>
<p>e la bocca color di stufatino;</p>
<p>ha il nasetto, si sa, tinto di vino</p>
<p>e sulla fronte un po&#8217; di condimento</p>
<p>e uno spaghetto appiccicato al mento</p>
<p>che gli penzola giù sul grembiulino.</p>
<p>&#8211; E- De Amicis &#8211;</p>
</blockquote>
<p>Perché proporre questo libro ai bambini e ai ragazzi in età di scuola primaria?</p>
<p>Secondo me, perché:</p>
<ul>
<li>è un <strong>libro che parla di Poesia</strong>, di quelle liriche che abbiamo magari dovuto studiare a scuola e la cui bellezza abbiamo rivalutato e amato col tempo: offriamola ai bambini;</li>
<li>è un <strong>libro ricco</strong>, ricco di storie, di personaggi, di situazioni, che i vari componimenti esplicitano o delineano appena: permettiamo ai bambini di fare queste scoperte;</li>
<li>è un <strong><em>bel</em> libro</strong>: alcune scelte tipografiche (come la scelta del carattere, i margini ampi, l&#8217;interlinea larga,&#8230;) e le allegre illustrazioni accanto a tanti componimenti rendono il testo molto piacevole alla vista e alla lettura.</li>
</ul>
<p>Proponiamo ai bambini questa lettura, magari un componimento alla volta, a piccoli bocconi, come si fa per i cibi che non conoscono ancora bene:</p>
<blockquote>
<p>Se vuoi star sano, osserva questa norma:</p>
<p>non mangiare senza voglia e cena lieve;</p>
<p>mastica bene e quel che in te ricevi</p>
<p>sia ben cotto e di semplice forma.</p>
<p>&#8211; L. Da Vinci &#8211;</p>
</blockquote>
<p>Scopriremo magari, poi, con grande piacere, di aver aperto la porta ad una grande passione!</p>
<blockquote>
<p>L&#8217;una, senz&#8217;abbadare</p>
<p>a giovine che adocchi,</p>
<p>divora in pace. Gli occhi</p>
<p>altra solleva, e pare</p>
<p>sugga, in supremo annunzio,</p>
<p>non crema e cioccolatte,</p>
<p>ma superliquefatte</p>
<p>parole del D&#8217;Annunzio.</p>
<p>&#8211; G. Gozzano &#8211;</p>
</blockquote>
<p>Se questo articolo ti è piaciuto, ti invito a iscriverti a <em><strong>&#8220;Tempo di&#8230;&#8221;</strong></em>, la mia newsletter che parte il primo giorno del mese: ogni volta troverai &#8211; tra le altre notizie &#8211; la recensione di due libri su un argomento specifico (nella newsletter di marzo, dedicata alla poesia, avevo infatti anticipato questo titolo). Sei curiosa di sapere di cosa parlerà la prossima?</p>
<p>Ti aspetto! Il box per l&#8217;iscrizione è proprio qui sotto!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se desideri acquistare il libro, puoi trovarlo a questo link: <a href="https://www.amazon.it/gp/product/8866564230/ref=as_li_tl?ie=UTF8&amp;camp=3414&amp;creative=21718&amp;creativeASIN=8866564230&amp;linkCode=as2&amp;tag=michelaalbert-21&amp;linkId=9ef5843852dd75d346beb40f48e889bc" target="_blank" rel="noopener">Silvia, rimembri ancora? Le poesie italiane più amate</a><img loading="lazy" decoding="async" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=michelaalbert-21&amp;l=am2&amp;o=29&amp;a=8866564230" alt="" width="1" height="1" border="0" />.</p>
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