10 ottobre 2018

Le paure dei bambini: come affrontarle?

Del nostro ricco mondo interiore fa parte anche la paura, emozione che a volte preferiremmo ignorare e di cui può capitare di vergognarsi. Eppure provare paura è indispensabile alla nostra sopravvivenza perché ci permette di valutare la pericolosità delle situazioni e di starne alla larga. In termini evolutivi, se come esseri umani non avessimo mai avuto paura, ci saremmo estinti da un bel po’ di tempo!

I tipi di paure con cui fare i conti sono numerosi e a poco serve sostenere che si cresce e si cambia: le paure lo fanno insieme a noi. Così, se ora da adulti non abbiamo più paura della befana o dell’uomo nero, proviamo invece paura per tutta una serie di altre situazioni di fronte alle quali forse avremmo preferito l’oscuro omino delle filastrocche!

Secondo l’autrice Preuschoff, ci sono* 

  • le paure che non si possono spiegare perché si è ancora troppo piccoli per trovare le parole adatte o perché sono paure indefinite;
  • le paure che riguardano il corpo, come quella del dentista o del medico o del sangue;
  • le paure che hanno per oggetto spettri, fantasmi e altre entità;
  • la paura di restare da soli,
  • la paura della morte,

ma anche paure come

  • quella del futuro,
  • delle catastrofi,
  • della guerra,…

 

Marcello Bernardi e Pina Tromellini, autori di “La tenerezza e la paura“, parlano di un «bestiario delle paure», cioè di un «baule stipato di fantasmi, dentro il quale ognuno colloca i suoi, aggiungendone e togliendone a piacere. Un baule che, nel viaggio intrapreso dall’infanzia, ognuno porta con sé, senza mai disfarsene».

In questo baule, ci sono «le paure universali», quelle che potremmo definire ataviche e appartenenti alla nostra stessa natura di persone, come ad esempio «la separazione, la distruzione, il mondo sconosciuto, la caduta e l’annullamento». Ci sono anche però anche «le nuove paure: la guerra, le bombe, la perdita della casa e dei genitori, il sangue, le malattie, la miseria, la droga, la morte, i ladri, (…)».

Dato il nostro ruolo di educatori, una domanda sorge spontanea:

come si può aiutare un bambino a superare le proprie paure?

Le modalità più praticabili da considerare, secondo i testi consultati, sono:

1. l’ascolto attivo. È necessario che un educatore ascolti senza giudicare il bambino per quello che prova e senza sminuire il suo sentire: se il bambino prova paura per quello che a noi sembra essere una “sciocchezza”  e dovessimo liquidarlo dicendogli che non è niente, c’è il rischio che non si senta compreso e fatichi quindi ad aprirsi. È meglio invitarlo a proseguire il proprio racconto rinforzando con commenti assertivi, come “Continua…“, “Raccontami…“, “Interessante, vai avanti…“. È  probabile che il bambino, libero di raccontare senza sentirsi valutato, ci conduca a capire cosa lo preoccupa o gli fa paura.

2. il racconto di storie e di fiabe. Come avevo già avuto modo di scrivere in questo articolo sulla letteratura fiabesca, la narrazione di fiabe possiede tra gli altri un valore importante: lascia intuire al bambino l’universalità di quello che egli sente. Le sue paure e le sue difficoltà sono le stesse che hanno già provato i protagonisti delle fiabe con cui si è identificato; riconoscere le paure come appartenenti alla natura umana vuol dire prepararsi a superarle attraverso un’identificazione efficacemente distante dal punto di vista emotivo. Il testo fiabesco, infatti, secondo R. T. Bruno,

offre la possibilità ai piccoli di esplorare i sentimenti, diventando occasione per lo sviluppo del sé riflessivo. Scoprire le intenzioni e le emozioni dei protagonisti delle storie, conduce i bambini a riflettere sui sentimenti e sulle azioni, senza necessariamente provare quelle stesse emozioni. Evita la sofferenza e l’ansia causate da sensazioni negative, permettendo di esplorarle e conoscerle con disinvoltura.

3. il gioco. Considerando il gioco una forma di comunicazione, seppure inconsapevole da parte di chi lo agisce, osservare il bambino e il suo modo di rapportarsi alla realtà può essere molto proficuo. Con il gioco, il bambino esprime se stesso e comunica all’adulto che lo osserva lo stato del proprio mondo interiore: osservare un bambino giocare ci può aiutare a comprendere molto di lui.

Non solo, il gioco permette al bambino di incanalare le emozioni e di fare in modo che anche quelle che fanno più paura trovino uno spazio proprio e siano appunto ri-dimensionate. 

Inoltre, trovare uno spazio e un tempo per giocare con il bambino consente di creare un contesto speciale all’interno del quale il bambino possa esprimersi, favorendo così il dialogo e l’ascolto attivo di cui si scriveva sopra.

4. le attività creative di vario tipo (grafiche, pittoriche, manipolative,…). Il bambino può esprimere in modo efficace il proprio vissuto anche attraverso lo stimolo che offrono certi materiali che si possono manipolare (es. plastilina, creta,…) oppure le attività che gli permettono di esprimersi usando linguaggi non verbali, come il disegno. All’occorrenza ciò che spaventa può essere distrutto e smettere così di fare paura.

Ancora G. Preuschoff scrive:

Sulla carta, o modellando con plastilina e creta, le paure possono essere affrontate simbolicamente: i mostri di terracotta possono essere distrutti e fatti a pezzi; sulla carta si possono raffigurare le battaglie e far scorrere sangue a fiumi senza che qualcuno si faccia veramente male.

 

Il discorso delle paure dei bambini meriterebbe di essere opportunamente approfondito e ampliato: non essendo possibile in questa sede, riporto qui sotto alcuni riferimenti bibliografici dove potrai trovare ulteriori rimandi utili. E se hai libri interessanti da suggerirmi, scrivili nei commenti: mi farà molto piacere!

Se ti interessano, invece, letture per bambini e ragazzi sullo stesso tema, la prossima settimana troverai sul blog un articolo dedicato. Ti aspetto!

 

 

Qualche curiosità:

  • Perché i clown ci fanno tanta paura? Puoi trovare una possibile risposta in questo articolo di Focus.
  • Alla paura è dedicato il numero di Psicologia contemporanea di marzo-aprile di quest’anno.
  • Cerchi dei film di paura adatti ai ragazzi da far vedere magari per Halloween? Leggi l’articolo di Scuola in soffitta.

 

Bibliografia citata nell’articolo:

*La classificazione delle paure così redatta è contenuta nel libro La tenerezza e la paura di M. Bernardi e P. Tromellini edito da Tea Edizioni, cui si rimanda per ogni ulteriore approfondimento.

G. Preuschoff, Le paure dei bambini, Red Edizioni, Milano, 2004.

R. T. Bruno, Insegnare con la letteratura fiabesca, Raffaello, 2018.

Definizione di paura: http://www.treccani.it/enciclopedia/paura/

Lascia la tua traccia: scrivimi un commento. Grazie!

Potrebbero interessarti

Chi trova una fiaba
1 giugno 2017

Chi trova una fiaba trova un tesoro

Come prima recensione in questa rubrica ho voluto un libro che parlasse di fiabe. Non solo. Di come raccontare le fiabe ai bambini. Di più. Di come raccontare certi argomenti ai bambini grazie alle...