Lente di ingrandimento

Nella rete

Nella rete

€ 11,00
pagine 144, copertina flessibile

Gaia e Federico hanno undici anni, frequentano la stessa classe e sono amici da sempre.

Quando Federico confida a Gaia di sospettare che Frjnz, il suo youtuber preferito, sia scomparso, i due decidono di indagare.

Armati di un computer, poco tempo e tanti dubbi, con la scusa di studiare insieme guardano tutti i video che Frjnz ha postato in rete e scovano degli indizi sospetti.

La soluzione del mistero deve avvenire in totale segretezza, tenendo all’oscuro genitori, amici e compagni di classe. Ma la cosa è tutt’altro che semplice… soprattutto se si hanno dei fratelli curiosi tra i piedi!

Età di lettura: dagli 11 anni.

Vuoi saperne di più? Visita la pagina del libro sul sito di Edizioni Il Ciliegio oppure clicca qui sotto.

Ciao e benvenuta nel mio sito (oppure benvenuto! Uso il femminile perché la maggior parte di chi mi legge è donna, ma non sentirti escluso: mi fa piacere che tu sia qui). Sono contenta che tu abbia deciso di cliccare su questa pagina per conoscermi meglio. Mi presento. Mi chiamo Michela e sono pedagogista libera professionista*, insegnante, autrice di libri per bambini ed esperta di laboratori ARTLab™. Mi occupo di pedagogia e di creatività e lo faccio principalmente con due strumenti: i libr...

4 Maggio 2022

Usare lo scarabocchio per raccontare

PastelliScarabocchi

Ciao, cara amica lettrice, e ben ritrovata.

Nell’articolo di oggi ti racconto qualcosa dei laboratori che propongo e del mio modo di lavorare partendo da un mio elaborato.

Sei pronta?

Benissimo. Lascia, allora, che ti parli di Basic!

Eccolo.

Basic nasce da uno scarabocchio. Sì, esatto, da quella che per definizione è una «macchia d’inchiostro fatta nello scrivere; lettera o parola scritta male, in modo illeggibile» oppure un «disegno fatto male, senza arte e senza tecnica». Allo scarabocchio spesso si dà, cioè, una connotazione negativa, legata a qualcosa che è stato fatto male, senza arte (?), una sorta di imprevisto sulla strada verso il Bello. Pensiamo solo, ad esempio, a quando definiamo “uno scarabocchio” un disegno che non è venuto come ce lo saremmo aspettati. (Mentre scrivo, inaspettato e silenzioso, bussa alla mente il concetto di errore, altro argomento su cui ci sarebbe molto da dire in termini educativi)

Ma se, invece, lo scarabocchio fosse anche altro? Se provassimo a vederlo come una possibilità anziché un limite, come un punto di partenza (per un’esplorazione ad esempio) anziché qualcosa da considerare negativo? 

È proprio questa una delle riflessioni a cui sono giunta dopo aver sperimentato lo scarabocchio nella mia esperienza artistica col metodo ARTLab™.

Per l’elaborato di cui ti scrivo sono partita da uno scarabocchio. Nell’esperienza guidata dal conduttore ARTLab™, lo scarabocchio permette di sperimentare il movimento che lascia traccia sulla carta; è un’esperienza ludica e legata al muoversi.

Dall’intreccio delle linee, è emerso un disegno, quello che vedi qui sotto e a cui io ho dato il titolo di Basic. Nel disegno, la mia immaginazione ha trovato e colorato un cervello, un cuore e un orecchio.

In principio era uno scarabocchio

Il disegno del cervello rappresenta per me il pensiero, la riflessione, la parte razionale che completa e dialoga con la parte più emotiva, rappresentata dal cuore: questo, a sua volta, è per me rappresentazione dell’affetto, del sentimento e della passione che nutre le cose. Infine c’è un orecchio (è un caso che nasca dal cuore?), che riporta al mettersi in ascolto e all’ascoltarsi, all’udire la voce di. Questi tre elementi – cervello/pensiero, cuore/passione e orecchio/ascolto – sono elementi che ritrovo forti all’interno della mia professione e che sono basilari, appunto (da cui il titolo dell’elaborato).

Come dire? Tanta roba per un semplice scarabocchio, no? ^^

Ti ho raccontato tutto questo perché ho voluto mostrarti – per quanto un articolo di blog permetta di fare – come si possa partire da uno scarabocchio, che ha spesso un’accezione negativa, per arrivare a creare – attraverso l’espressione artistica libera – un elaborato artistico personale che ha significato per chi lo crea. Ciò che è creato non deve essere “bello” – non secondo la metodologia ARTLab™, come scrivevo – e il fatto che non vi sia giudizio verso ciò che si crea consente una grande libertà di espressione.

La linea racconta di me, tra nodi e intrecci, salite e discese.

Come puoi ben comprendere, sono notevoli sia il valore educativo di un’attività artistica legata all’esperienza dello scarabocchio sia le possibilità che esso apre alla narrazione (non solo o non tanto di sé, come nel caso del mio elaborato scelto per parlarne tra di noi come adulti, quanto considerando che con lo scarabocchio si possono ottenere personaggi, oggetti, scenari,… adatti a stimolare il racconto, la fantasia, l’immaginazione, per dirne solo alcuni).

È per questo motivo che, tra le mie proposte laboratoriali, ci sono anche i laboratori con gli scarabocchi! ^^

 

Piccola suggestione letteraria: cervello e cuore mi hanno fatto venire in mente un libro che sto leggendo in questo periodo: Il meraviglioso mago di Oz. L’hai letto?

Dorothy, Lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta, il Leone…. quanto sarebbe stimolante un laboratorio che unisca questa storia e lo scarabocchio, ad esempio?

Prima di salutarti, ti invito a leggere la proposta dei miei laboratori per le scuole – o anche per altre realtà, eh! Li progetto su misura! – oppure a scrivermi anche solo per avere maggiori informazioni. Io ci sono e ti aspetto!

Grazie per essere qui

Michela

 

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