1 giugno 2017

Come trovare le parole? Le storie ti danno … una mano!

A volte parlare di alcuni argomenti con i bambini non è facile. Soprattutto se su questi argomenti non abbiamo nemmeno noi le idee chiare. Capita che magari siano argomenti che in qualche modo ci toccano da vicino oppure vadano sul personale.

Sollecitati dalle richieste dei bambini, però, non possiamo fare finta di nulla ed eludere le loro domande. Non sarebbe utile per loro, perché non li aiuteremmo a crescere sereni, ma anche perché passeremmo loro il messaggio che di alcuni argomenti non si può e non si deve parlare. Creeremmo così un vuoto, che i bambini o i ragazzi cercherebbero comunque di riempire. A modo loro. Con la fantasia oppure con notizie false se dovessero approdare a fonti non attendibili o, peggio, pericolose. In ogni caso, non avrebbero la voce autentica che hanno cercato: la nostra. Hanno chiesto a noi: genitori, insegnanti, educatori. Noi abbiamo il compito educativo di rispondere, di spiegare, di raccontare.

Come fare allora?

Penso che, in generale, una storia possa essere un buon modo per avvicinarsi ad argomenti di cui è importante parlare con i bambini e i ragazzi. È fondamentale farlo nel modo “giusto”. Per giusto non intendo esprimere un giudizio morale. Intendo dare a giusto un significato evolutivo.

Per parlare di alcuni argomenti con bambini e ragazzi occorre tenere conto infatti:

  • della loro età,
  • della fase evolutiva in cui sono,
  • dell’impatto emotivo dell’argomento in questione.

È differente parlare di affettività a un bambino di 5 anni oppure a un preadolescente, così come è necessaria per esempio un’attenzione particolare verso una bambina alla quale magari è appena mancato il nonno, rispetto a chi della morte non ha ancora fatto esperienza.

Una storia ci può venire in aiuto perché ci permette di iniziare a parlarne. Ci offre il pretesto per cominciare il discorso. Come è possibile?

Ti spiego come la vedo io, poi considera se può valere anche per te.

Guarda la tua mano. Cinque dita. Associamo ad ogni dito una caratteristica delle storie.

POLLICE – Il pollice in alto mi fa venire subito in mente il “Mi piace” a cui siamo abituati con l’uso dei social. I nostri bambini lo conoscono come gesto istintivo con cui comunichiamo che “va bene”. Le storie piacciono. Noi siamo cresciuti ascoltando e raccontando storie. Le storie fanno parte della nostra cultura. Sono uno dei modi con cui intratteniamo il bambino fin da piccolo, quando gli regaliamo un libretto o trascorriamo del tempo insieme. La lettura genitore – figlio o adulto – bambino, fatta insieme fin da piccoli, è di fatto un gesto d’affetto dai molteplici benefici. Veicola amore, tempo, attenzione.

INDICELe storie ci indicano che ci sono passaggi critici, nelle fiabe, come nella vita. Ci indicano che una situazione iniziale può essere messa in crisi da un evento che percepiamo come sfortunato o sfavorevole. Questo ha un momento culminante, dopo il quale inizia a sciogliersi e a passare. Il protagonista di una fiaba lo supera, non senza difficoltà. Allo stesso modo può avvenire per noi.

MEDIOLe storie mediano realtà e fantasia. Ci permettono di fare un confronto tra ciò che accade in una fiaba, ad esempio, e ciò che succede nella realtà. Grazie alla mediazione dei loro personaggi, nei quali tante volte ci identifichiamo, le storie ci avvicinano a situazioni nuove. Di queste non abbiamo paura, dato che non accadono direttamente a noi. Nel contempo, però, possiamo studiare come reagiscono i personaggi e fare nostro il loro schema di comportamento o di pensiero.

ANULARE – L’anello che si porta all’anulare indica di solito un legame o una relazione in essere. Allo stesso modo, le storie ci aiutano a entrare in relazione con i bambini a cui le stiamo raccontando. Attraverso una narrazione noi passiamo contenuti, messaggi, comportamenti, valori. Su questi possiamo tornare anche in un secondo momento e approfondirne alcuni aspetti.

MIGNOLO – È il dito più piccolo. Le storie sono adatte anche ai più piccoli. Di tantissimi argomenti si può parlare con i bambini, sempre però nel rispetto della loro fase evolutiva (questo aspetto è molto importante!)

Penso, per concludere, che con le storie andiamo sul sicuro. Qualunque sia l’argomento che vogliamo affrontare o l’età del bambino con cui vogliamo parlare, dalle storie abbiamo sempre un aiuto prezioso. C’è una storia adatta ad ogni argomento, ad ogni età e ad ogni fase della crescita o della vita. Permettile di raggiungerti e lo farà!

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