29 giugno 2017

Il Milione

Le straordinarie avventure di Marco Polo nel magico Oriente

Il Milione nasce da un incontro fortunato fra due sfortunati detenuti del carcere di Genova: Marco Polo, che offrì la materia del romanzo, e Rustichello da Pisa, che prestò la penna e un po’ di invenzioni poetiche e fantastiche ai racconti del suo amico. Rustichello, infatti, era uno scrittore: aveva composto diversi poemi cavallereschi in francese e nel 1294, in uno scontro fra Genovesi e Pisani, era stato imprigionato nel carcere in cui incontrò Marco.

Così scrive Elena Frontaloni all’inizio del piccolo volume Proposte di lavoro. Questo correda Il Milione della collana I classici della casa editrice marchigiana Raffaello.

Il Milione appartiene alla collana dei classici che Raffaello propone per lettori tra gli 11 e i 14 anni. Oltre al testo di Marco Polo, si possono leggere le novelle di Verga o del Boccaccio del Decamerone. Oppure romanzi della letteratura per ragazzi come Le avventure di Tom Sawyer e Oliver Twist. Questi classici hanno copertine delicate ed evocative. Sanno rendere accattivanti i capolavori della letteratura attraverso un attento adattamento per un pubblico di giovani lettori.

Il Milione è considerato uno dei grandi libri della letteratura di viaggio. Marco Polo racconta le tappe del viaggio che lo portarono da Venezia all’Oriente. Poi la vita alla corte del Gran Khan. Infine, l’esperienza come suo ambasciatore per ben ventisette anni.

Nel libro Marco Polo racconta le bellezze e le difficoltà di un viaggio molto ricco. Attraversa splendide città sconosciute e severi deserti senza oasi. Qui patisce le allucinazioni per il caldo e la debilitazione fisica. L’autore veneziano narra di numerosi incontri con personaggi stra-ordinari. Come ad esempio Giangigiaccia, un singolare menestrello, che attira le simpatie di Marco. Egli era fuggito dal carcere in cui era stato rinchiuso dal proprio re per uno scherzo troppo azzardato. Ora vive inventando racconti in rima in cambio di un po’ di cibo.

Marco Polo racconta dell’incontro con l’uomo nero. Questi lo aiuta quando era ai limiti ormai della resistenza fisica …

Le mie provviste stavano diminuendo di giorno in giorno e sicuramente sarei morto di fame se non avessi fatto un incontro veramente provvidenziale. Ero caduto a terra e non riuscivo a rialzarmi, mi sentivo completamente spossato e le mie gambe non volevano proprio sentir parlare di darsi un contegno e riprendere il cammino. All’improvviso sentii dietro di me lo scalpitio di un cavallo e non feci in tempo a raccogliere le forze per girarmi che ero già in galoppo frenetico appoggiato alle spalle di un uomo robusto avvolto in un pesante mantello nero. (…) L’uomo nero era davanti a me: feci per alzarmi, ma lui con un gesto della mano mi ordinò di stare seduto e, dopo essersi alzato, mi diede la mia razione di lepre ormai ben cotta. Mangiai avidamente e bevvi il vino speziato che l’uomo mi offrì. (…)

… salvo poi “abbandonarlo” malamente una volta ristabilito.

La mattina seguente l’uomo nero seguì il medesimo rituale del giorno prima: mattinata trascorsa a cavalcare, pranzo, e via di nuovo in groppa, più veloci del vento. Saranno state le quattro del pomeriggio quando, apparentemente senza ragione, il cavallerizzo silenzioso si voltò e mi diede una sonora spinta gettandomi a terra e scomparendo poco dopo dietro una vallata.

Marco Polo racconta di cibi squisiti gustati alla corte di re, ma anche di cibi che rifiuta di mangiare:

Ragazzi, cosa vi avevo promesso appena arrivati? Un banchetto sfarzoso a base di specialità locali? Ecco, per la prima volta debbo non mantenere la mia promessa e vi assicuro che lo faccio per il vostro bene. Sì, perché questi tizi adoravano mangiare  … carne umana!

Racconta della bellezza dell’innamoramento e della dolcezza di un amore:

Kamala mi guardò e mi diede un lunghissimo bacio. (…) Altro che viaggi e scoperte! Mi sembrava di non aver più nessun altro desiderio. (…) La abbracciai e ci baciammo di nuovo. Dopo un lungo silenzio ripetei la proposta: Perché non vuoi seguirmi? (…) Mentre mi allontanavo correndo dall’abitazione dell’Incantatore sentivo quella goccia caduta dai suoi occhi scorrermi giù per la guancia: non era calda e densa come tutte le sue altre lacrime, profumava di pioggia e di vento e mi sussurrava serena, quasi con voce umana: Ti amo.

O della felicità di ritrovare il padre dopo tanti mesi di separazione.

Abbracciai mio padre e Matteo fin quasi a strangolarli e quando smisi di torturare i loro colli ero talmente felice che non sapevo cosa dire.

Il Milione arriva fino al congedo di Marco Polo dai propri lettori, con un saluto e un augurio:

Che ne pensate delle mie storie? Vi sono piaciute o avete sbagliato dall’inizio alla fine? Se siete incuriositi e volete sapere ancora di più sul mio viaggio vi consiglio – e lo consiglio anche ai vostri amici – un libro molto interessante: si intitola il Milione, ed è stato scritto da Rustichello da Pisa. Ma sì, quel mio amico di cui vi ho parlato all’inizio del racconto! Grazie per la bella chiacchierata e … mi raccomando, viaggiate sempre: con il corpo, con l’immaginazione, con il cuore. Buon viaggio!

Una volta terminato Il Milione, l’impressione che rimane in modo predominante è la sua grande attualità, caratteristica che i classici possiedono di attraversare il tempo senza mai invecchiare. Pur risalendo la stesura a più di sette secoli fa (!!!), il libro rievoca passioni, desideri e paure che anche noi possiamo sperimentare. E i giovani lettori riconoscere, in altri tempi e con manifestazioni diverse, come proprie.

Il capolavoro di Marco Polo è un libro da consigliare o da leggere insieme ai ragazzi in classe perché, come dice Elena Frontaloni che ne ha curato l’adattamento, è

Il racconto delle infinite bellezze della diversità, dell’amicizia che supera ogni corona ingemmata e ogni prigione, del vero amore che solo sa rispettare le scelte della persona amata e delle meraviglie che solo la curiosità senza pregiudizi ci può far scoprire.

E ora … Buona lettura!

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