Proposte operative sul libro “Cimpa – La parola misteriosa”

Ti accolgo oggi con un’attività non propriamente nuova per le pagine del mio sito: la condivisione di proposte operative su una lettura specifica.

Se hai navigato in questa sezione, avrai già visto che qui raccolgo gli articoli correlati alla costruzione e alla creazione di materiali da utilizzare in classe.

Anche l’articolo di oggi vuole delineare una serie di attività (giochi, animazioni, spunti di lavoro,…) da agire in classe con i bambini e lo fa utilizzando l’albo illustrato Cimpa – la parola misteriosa.

La mia intenzione è offrirti alcuni spunti operativi per indagare il libro e i suoi contenuti e lasciarsene ispirare per giocare insieme, tenendo presente che prioritaria e fondamentale è sempre l’esperienza della lettura ben fatta di un libro di qualità.

Giocare, sperimentare, viaggiare, scoprire, riflettere,… quante attività attorno al libro! Sei pronta a scoprirne alcune?

Non mi rimane che augurarti buona lettura … e buona navigazione!

 

ANTEFATTO

Eccoci in classe: seduti in cerchio, la lettura dell’albo illustrato Cimpa, la parola misteriosa è appena terminata. Una ventina di visi curiosi lo guardano e ti guardano. I commenti si sovrappongono uno all’altro:

“Bello, maestra!”

“Ce lo rileggi?”

“Ci fai vedere le figure?”

“Vediamo?”

E ora?

Puoi proseguire la lezione con la conversazione e discussione di gruppo oppure proporre alcune attività operative. Oppure entrambe le opzioni!

Nel dubbio, ecco alcune proposte.

TROVA LA TUA NON-PAROLA

Aiuta i bambini a riflettere sul fatto che esistono parole e non-parole, cioè parole che non hanno significato, che pronunciamo per errore o per divertimento e gioco.

Proponi di inventare delle non-parole partendo dal nulla oppure di crearle mescolando sillabe di altre parole. Puoi, ad es., considerare tre oggetti di scuola (o due frutti o tre colori, …) e scegliere del primo la prima sillaba, del secondo la seconda e della terza l’ultima sillaba. Es:

MATITA – PENNA – GOMMA

Non-parola: MANAMA

MELA – FRAGOLA – BANANA

Non-parola: MEGONA

Non-parole di altre possibili combinazioni con il primo esempio: TANAGOM (che sembra il nome di un medicinale!) è il risultato della 3° sillaba della prima, la 2° della seconda e la 1° della terza. Oppure: TIPENMA – TAPENMA – MAPENGOM – GOMTI – GOMPE -… Le combinazioni sono moltissime! Si potrà poi anche scegliere quella più orecchiabile oppure quella che fa più ridere oppure la più difficile da pronunciare. Sta a te scegliere la sfida!

(Una variante per creare non-parole: fai tagliare alcune sillabe da una rivista)

 

ADOTTA LA TUA NON-PAROLA

Ricordi? Nel libro si dice che “Tutti volevano utilizzare la recente scoperta, ma nessuno sapeva come”.

Proponi ai bambini di scegliere una non-parola di classe (o del giorno) e di usarla al posto di un verbo, oppure di tutti i nomi di cose, oppure di un aggettivo.

Chiedi di indovinare qual è la parola che la vostra non-parola sta “nascondendo” in frasi come le seguenti, sostituendo la non-parola alle diverse categorie grammaticali. 

  • [non-parola] un sentiero (possibili sostituzioni: percorrere, creare, vedere? Puoi anche lavorare sui tempi verbali)
  • Mio [non-parola] lavorava in un’officina (possibili sostituzioni: nonno, papà, zio, cugino, amico,..? Se scegli cane la risata è assicurata!)
  • Ho preso l’ombrello [non-parola] pioveva!
  • Mi presti la penna? [Non-parola] è scarica.
  • Che [non-parola]! Mai vista una cosa simile!

A seconda delle non-parole scelte alcune frasi potranno essere davvero spassose!

 

SE SEI UNA NON-PAROLA, DILLO!

Suggerisci ai bambini di pronunciare la non-parola

  • enfatizzando certe vocali (es. cosa succede prolungando la i in Cimpa?);
  • variando il volume (sottovoce, in crescendo, in diminuendo,…)
  • variando il ritmo o la frequenza di pronuncia, ad esempio.

 

LA NON-PAROLA ORA COMANDA!

Proponi ai bambini una variante del gioco Simon says (lo conosci? Io lo uso spesso, con diverse varianti, durante le attività di inglese). Il comando va eseguito solo se preceduto dalla non-parola.

Esempio:

  • [Non-parola], tocca il naso con la mano destra (ogni bambino deve eseguire il comando, pena l’esclusione dal gioco)
  • Tocca il naso con la mano destra (nessuno deve muoversi perché il comando non è stato preceduto dalla non-parola; chi esegue l’istruzione è eliminato).

 

Alcune note su questo gioco:

  • è un  gioco che ben si presta a diversi livelli di difficoltà, che puoi stabilire tu man mano che i bambini vi prendono confidenza;
  • è un gioco che favorisce la concentrazione e l’apprendimento. Proponendolo spesso ti accorgerai dei progressi dei bambini e occorrerà variare il livello di difficoltà.
  • stabilisci chiaramente le regole prima di cominciare a giocare (ad esempio, il movimento-finta di chi sta per fare l’azione, ma si blocca subito è errore oppure no? L’ultimo che esegue il comando è eliminato – perché può aver guardato tutti gli altri prima di farlo – oppure no?), oppure fai qualche partita di prova prima per evitare spiacevoli discussioni poi (le quali, interrompendo il flusso di attività, compromettono l’attenzione e la concentrazione al momento presente).

 

CERCHI CONCENTRICI

ovvero SPUNTI PER UNA RIFLESSIONE GUIDATA

Quando diamo il via a un confronto e lasciamo ai bambini il tempo di parlare e di collegare le conoscenze, accade come per il noto effetto “sasso nello stagno”: si parte da un punto e si arriva anche molto lontano, esplorando orizzonti che, in principio, non avevamo nemmeno immaginato. Concediti lo stupore.

Puoi ad esempio riflettere sul fatto che:

  • Ci sono parole e non-parole: in che cosa sono diverse? >> Introduci il termine significato. Puoi anche fare degli esempi per assurdo: “Se tutti noi per oggi decidessimo di chiamare [non-parola] la sedia, riusciremmo a capirci? E perché?” Il linguaggio presuppone che ci siano suoni e simboli condivisi, comuni, è un codice, usato per comunicare. Cosa succederebbe se qualcuno non stesse più alla regola e decidesse di usare una lingua propria (o anche solo alcune parole)? Estendendo la riflessione, lo stesso discorso può valere in generale per altre regole condivise: cosa accadrebbe se ognuno usasse delle regole proprie, es. in spazi comuni? Chiedendo ai bambini “Cosa accadrebbe se…” puoi conoscere la percezione che i bambini hanno del sistema normativo che condividiamo.

 

  • Quando una parola è “orecchiabile” e quando non lo è? Parti dalla considerazione che i bambini hanno probabilmente preferito alcune non-parole rispetto ad altre: perché? È una questione anche di musicalità? ( >> Collegati al discorso della scelta delle parole, che magari hai già affrontato a proposito del testo poetico). Invita i bambini a dare un ritmo alla non-parole scandendole in sillabe e usando il corpo: es. CIM (battito di mani) – PA (schiocco di dita) oppure PER (battito di piedi) – LIN (battito di mani) – CO (schiocco di dita).

 

Suggerimento. Prendi nota, se puoi, mentalmente o per iscritto, dei commenti e delle osservazioni dei bambini: potranno diventare spunto per altre attività oppure, richiamando loro l’esperienza fatta, potrai aiutarli a creare collegamenti e a stabilire inferenze.

 

Come vedi, le attività che si possono proporre sono numerose: scegli in base alle esigenze della tua classe, ma non aver timore di provare qualcosa di nuovo. Il più delle volte i bambini sanno sorprenderci con risposte e risultati che vanno ben oltre le nostre aspettative.

Ancora una volta, concediti e concedi loro l’opportunità dello stupore.

Buon lavoro!

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