25 gennaio 2018

Il fantasma di Canterville

Qui si parla del libro:  Il fantasma di Canterville, di Oscar Wilde, edizione per ragazzi a cura di Sabina Colloredo, Edizioni EL, 2014, pp. 80, illustrato da Barbara Bongini.

TRAMA

Il ministro americano Hiram B. Otis viene a sapere che il Castello di Canterville, nella verdeggiante campagna inglese, è in vendita. Il castello è famoso per essere abitato dall’omonimo fantasma, Sir Simon de Canterville, cosa che viene confermata al sig.Otis anche dal proprietario. Il ministro, per nulla preoccupato della presenza del fantasma, non solo decide di acquistare il castello, ma ne è addirittura entusiasta, così come tutto il resto della sua famiglia, cui comunica subito il singolare acquisto.

Quando la famiglia arriva a Canterville Chase, viene accolta dalla Signora Umney, l’anziana governante del castello, che guida i nuovi proprietari a visitare le varie stanze della loro nuova abitazione, fino alla biblioteca. Qui dentro, la famiglia è attesa da un bel camino acceso, da una merenda con tè e pasticcini … e da una sospetta macchia scura sul tappeto! La governante, alla richiesta della moglie del ministro di pulire la macchia, spiega che non può dato che è una macchia di sangue che appartiene al castello dal 1557, quando Lady Eleonor de Canterville morì per mano del marito!

Washington Otis, il figlio maggiore del ministro, interviene prontamente nella conversazione tra le due donne e, prima che la governante possa dire altro, sotto i suoi occhi esterrefatti, spruzza la macchia con uno smacchiatore universale e pulisce il tappeto!

Il giorno dopo, tuttavia, la macchia è di nuovo al proprio posto e così accade anche nei giorni seguenti, nonostante sparisca temporaneamente con le pulizie del giovane Washington.

Strani avvenimenti si susseguono uno dopo l’altro: gli Otis, tuttavia, non solo non sono spaventati dalle urla e dagli strani rumori che li svegliano ogni notte, ma anzi ognuno di loro si preoccupa di consigliare al fantasma del castello ora un lubrificante per le catene, ora uno sciroppo per la gola, a seconda della necessità! Per non parlare poi dei dispetti dei due gemelli, i figli più piccoli degli Otis, che si fanno beffa del fantasma lanciandogli proiettili dalla cerbottana, colpendolo con i cuscini, facendolo inciampare in un laccio teso sul pavimento o scivolare su una traccia di burro lungo le scale!

Il fantasma si sentiva stanco da morire. Esaurito a dirla tutta. Rinunciò persino a occuparsi della macchia di sangue e rimase sdraiato per intere giornate sul divano della sua stanza, sobbalzando al minimo rumore. Era la prima volta che mancava al proprio dovere.

Il romanzo subisce una svolta con l’incontro nella Sala degli Arazzi tra Sir Simon, rattristato e afflitto, e Virginia, la figlia degli Otis. La giovane gli si avvicina e, dopo un lungo dialogo di chiarimento, arriva a conoscere la storia e a capire la sofferenza del fantasma, che decide di aiutare. Senza paura.

Sir Simon riconosce il coraggio della ragazza:

Lei è forte, lo so! Lei è l’anima più candida che mi sia mai capitato di incontrare! Non deve temere nulla, perché il suo spirito sarà più forte di qualsiasi cosa.

Quando Virginia decide di seguire il fantasma all’insaputa di tutti, getta la famiglia nell’angoscia per la propria scomparsa.

Vengono subito organizzate le ricerche della giovane, ma non sortiscono alcun risultato, finché non è Virginia stessa a ricomparire, nella gioia generale. Stringe nelle mani un cofanetto pieno di preziosi gioielli avuto in dono dal fantasma stesso, di cui racconta ai genitori tutta la storia e mostra la prigione in cui, in vita, era stato rinchiuso. Nello stesso momento in cui Virginia sta spiegando, il mandorlo secco del giardino si riempie di fiori: la giovane capisce che solo il proprio dolore sincero ha permesso al fantasma di ritrovare la pace poiché l’Angelo della morte ha avuto pietà di lui.

Fu Cecil a rompere il silenzio (…)

– Non mi hai mai raccontato cosa accadde quel giorno, quando hai seguito il fantasma dietro la parete.(…)

– Non chiedermelo, ti prego. Povero Lord Canterville, tradirei la sua fiducia! Gli sono molto riconoscente, sai. E non devi ridere! Mi ha fatto capire che dono prezioso sia la vita e il significato della morte (…) È grazie a lui che ho imparato che l’amore è più forte di entrambe!

 

PERCHÉ LEGGERE QUESTO LIBRO

La prima edizione del romanzo risale al 1887, quando l’autore aveva poco più di trent’anni.

La fama di questo libro ha attraversato il tempo e si può proporre oggi anche ai ragazzi perché:

  • è un classico della letteratura anglosassone che, nelle edizioni adattate, si può proporre ai ragazzi come esempio significativo di storie di fantasmi;
  • è un libro che, insieme ad esempio a Il gigante egoista e a Il principe felice, permette ai bambini di scoprire lo stile di Oscar Wilde;
  • è un racconto di singolare inventiva narrativa, molto piacevole alla lettura sia per adulti sia per bambini;
  • è una storia spassosa e ricca di ironia, che contiene anche interessanti spunti di riflessione sui temi della paura e del mistero e su come questi siano presenti o vengano affrontati nelle cosiddette storie di paura;
  • è uno stimolo anche per la lettura in lingua originale, come ad esempio The Canterville Ghost, oppure alla drammatizzazione semplificata di alcuni episodi.

Per i motivi che ho elencato qui sopra, nella sezione Gli Speciali, settimana prossima troverai il lapbook relativo a questo libro: ti aspetto!

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